Foto Antonio Castelluzzo

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“Un provvedimento amaramente contestato dal centrodestra di allora – scrive Loredana Capone – che arrivò a occupare l’aula consiliare ma che oggi, di fatto, ha permesso al mondo intero di apprezzare la nostra città in tutto il suo splendore. Purtroppo, da allora, nessun passo avanti è stato, però, compiuto. La totale assenza di visione prospettica delle Giunte di destra che negli anni si sono succedute ha, infatti, lasciato che il centro storico fosse nuovamente aperto al traffico delle auto mentre la movida è rimasta abbandonata a se stessa senza alcun indirizzo di governance degli spazi comuni.

Oggi, ad ogni modo, è forse finalmente il momento di convergere tutti sulla soluzione migliore. Chiediamo, quindi, al sindaco Perrone di prendere al più presto posizione su questa importante e delicata questione, giacché anche molti dei suoi assessori si sono espressi positivamente sulla chiusura del centro storico, e di operare una serie interventi necessari affinché questa proposta di non si dimostri il solito ‘specchietto per le allodole’.

Per ottenere un buon risultato con la chiusura del centro alle auto, infatti, bisognerebbe ad esempio sottrarre le strade più antiche al traffico permettendo l’ingresso ai soli residenti e agli operatori economici che vi lavorano. Occorrerebbe, ancora, ripensare la città migliorando il servizio di trasporto pubblico e i servizi a utenti e lavoratori del centro, perfezionando, una volta per tutte, il sistema di tariffazione della sosta in città, potenziando e migliorando il servizio navetta dalle aree fuori dai viali di circonvallazione esterna e in corrispondenza delle principali strade che dalla provincia arrivano a Lecce: la zona del Foro Boario, quella del Viale Torre del Parco, le cave di Marco Vito. Si tratta di aree collegate con le linee del servizio di trasporto urbano che andrebbero, però, potenziate e modificate sino a mettere in collegamento il centro di Lecce con i Comuni del circondario. Solo in questo modo si decongestionerebbe il centro con immediati vantaggi per il traffico e l’inquinamento e i cittadini leccesi scoprirebbero nel trasporto pubblico urbano un “amico” e non un ostacolo e, magari, potrebbero anche decidere di utilizzare un mezzo alternativo come, ad esempio, la bicicletta.

Il futuro commerciale e turistico della città insomma, sarà possibile solo attuando corrette politiche di sviluppo e non affogando la porzione di città restante nello smog delle auto.

Ecco perché è chiaro che non sarà sufficiente dire: “chiudiamo il centro storico”. Per poter realmente migliorare la viabilità nella città e renderla sempre più a misura di cittadino, di turista, di imprenditore, cercando di convertirla in una città smart, intelligente, sostenibile, sarà necessario ripensare Lecce a 360 gradi e costruire un’esperienza complessiva che possa accontentare tutti e sia sostenibile dal punto di vista ambientale”.

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