slide-tribunale-lecce11“Trascinano” l’anziana zia affetta da problemi fisici presso lo studio di un notaio per sottoscrivere una procura speciale in modo tale da poter trasferire su un proprio conto corrente tutti i risparmi della donna e dello zio, quantificati in circa 450 mila euro, raccolti dopo una vita di lunghi sacrifici. Il dirigente della banca, però, subodorando aria di raggiro, non consente l’avvio dell’operazione e due nipoti, M.G., di 59 anni ed F.G., di 53, entrambi di Neviano, dopo una serie di accertamenti, sono stati denunciati con l’accusa di circonvenzione d’incapace. Le somme, nel frattempo, sono state “congelate” con un sequestro probatorio disposto dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia. I fatti: circa tre anni fa, i due coniugi ultraottantenni, dopo una vita trascorsa in Germania, rientrano a Neviano, loro comune di origine, in precarie condizioni di salute tanto da non essere autonomi nella gestione della propria assistenza. Alcuni parenti si attivano immediatamente per nominare un amministratore di sostegno e scelgono un fratello dell’anziano. M.G., però, intravedendo un’estromissione dalla futura gestione, si impegna, a sua volta, affinchè venga nominato o, nella peggiore delle ipotesi, affinchè venga scelto il figlio adottivo della coppia. Ed effettivamente viene nominato proprio quest’ultimo come amministratore. Nel luglio scorso, però, M.G. si presenta presso la Banca Popolare Pugliese di Neviano con una procura speciale firmata dall’anziana zia e rilasciata da un notaio con cui il nipote chiede che vengano trasferiti tutti i conti degli anziani zii su un proprio conto corrente. Il direttore della banca, però, si insospettisce e, su consiglio dell’ufficio legale, decide di non dare seguito all’operazione. Non soddisfatti, i due nipoti inoltrano un ricorso contro la banca perché dia esecuzione al trasferimento delle somme. La zia e l’amministratore di sostegno, ossia il figlio, vengono informati e si costituiscono in giudizio dove l’anziana donna ribadisce di non essere mai stata a conoscenza di quella procura. Il ricorso viene così rigettato e i due nipoti vengono denunciati con l’accusa di circonvenzione d’incapace. Nella denuncia presentata dall’anziana in Procura, assistita da un legale di fiducia, sempre nel luglio scorso, viene messo nero su bianco come sarebbe stato compiuto il magheggio. L’ultraottantenne sarebbe stata accompagnata dai due nipoti presso lo studio di un notaio senza sapere a cosa sarebbe effettivamente servita quella firma così come dichiarato dalla donna nel giudizio istruito dinanzi al giudice civile. Non è escluso che il magistrato inquirente possa disporre accertamenti per comprendere se ci siano responsabilità di carattere penale a carico del notaio o di altri professionisti.

F.O.

 

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