fotoDalle prime ore della mattina, il traffico leccese è rimasto paralizzato per via della protesta organizzata dagli operatori ecologici delle ditte Axa e Ecotecnica in contrasto ai tagli che il comune di Lecce ha chiesto sul monte ore e quindi sugli stipendi degli operai.
Il corteo partito dalla rotatoria d’ingresso della città, in viale Porta d’Europa si è poi spostato nei pressi della Prefettura. Nel tragitto si è verificato anche un incidente per fortuna senza conseguenze gravi. Un operatore è stato urtato da un’auto di passaggio che non si è fermata a prestare soccorso. L’uomo investito è stato trasportato in ospedale ma se la caverà con un breve infortunio. I manifestanti sono stati accompagnati e sostenuti dai sindacati che già in altre occasioni avevano dimostrato dissenso ai provvedimenti dell’amministrazione.

La vicenda è stata trattata anche in Commissione Controllo lo scorso 22 aprile, alla presenza dei titolari delle ditte che si occupano del servizio di raccolta dei rifiuti e spazzamento della città.
Devono rientrare due milioni di euro, fanno sapere dal comune, mancanti dalle casse comunali per i mancati trasferimenti in nome della spending review attuata dal governo Monti. Tra una sforbiciata e l’altra, gli amministratori leccesi hanno individuato nel servizio ecologico un risparmio necessario ai conti del comune ma non altrettanto all’immagine della città. Ridurre di due ore il servizio prestato da ogni operatore ecologico, con la decurtazione di circa 200 euro al mese su ogni busta paga, equivarrebbe anche ad una città sporca soprattutto agli occhi dei turisti attesi per l’imminente stagione estiva. Ma tanti disagi andrebbero anche a discapito dei cittadini leccesi. foto (1)

I dirigenti aziendali sono con gli operatori ma non intendono sacrificare di tasca propria delle risorse che altrimenti gestite ricoprirebbero appieno il servizio. Lo hanno più volte ribadito i consiglieri di opposizione di Palazzo Carafa che individuano nell’evasione le colpe di risorse mancanti. Il servizio infatti produrrebbe alle casse comunali oltre 24 milioni di euro all’anno a fronte di una spesa di 18 milioni, tecnicamente un servizio che si regge su se stesso se il servizio di riscossione del comune fosse efficiente.
All’interno delle aziende d’altro canto, ci sarebbero già le prime ripercussioni della paventata crisi. Niente assunzioni e operatori di livelli superiori che svolgono mansioni non spettanti. Una situazione al limite, secondo i rappresentanti sindacali della Cisal. Ora si attende l’intervento del Prefetto con il quale i rappresentanti sindacali stamattina, hanno avviato un confronto.

M. Cristina Pede