Controllato durante le ore lavorative da una telecamera perfettamente funzionante installata dai propri locatori all’interno del suo negozio di animali. Interferenze illecite nella vita privata, l’accusa subita, a suo dire, da A.C., 25enne di Maglie. Il giovane consentì di avviare l’indagine con una denuncia formalizzata presso i carabinieri della stazione di Maglie con cui raccontava la sua odissea sul posto di lavoro. Il 25enne, nel giugno del 2011, decise di prendere in locazione un immobile a Lecce attrezzato specificamente per l’esercizio di toeletta e negozio per animali. Il locale, in affitto, risultava essere parte integrante di un unico immobile in cui una coppia di Lecce, nonché locatrice del negozio del 25enne, gestiva una clinica veterinaria e una sala degenza utilizzata per il ricovero degli animali dopo gli interventi chirurgici. Dopo aver avviato una serie di lavoretti per migliorare la struttura e assunto una dipendente per A.C. sarebbero iniziati i problemi. Durante i lavori di pulizia del locale, il giovane notò una telecamera. Nonostante le rassicurazioni ricevute dai suoi locatori circa un mancato funzionamento della telecamera, utilizzata solo come semplice deterrente per i malintenzionati, A.C. non riusciva a rimanere tranquillo perché si sentiva controllato ed avvertiva persino paura nell’interloquire con i suoi clienti. La conferma ai propri sospetti sarebbe arrivata quando, in più circostanze, A.C. avrebbe indirizzato i propri clienti verso veterinari che non fosse la coppia e sistematicamente sarebbe stato rimproverato dagli stessi perché non faceva adeguata pubblicità alla clinica di cui erano titolari. I residui dubbi del giovane sarebbero stati fugati da una perizia effettuata da un tecnico specializzato che accertò come la telecamera fosse sempre attiva e collegata con la clinica veterinaria adiacente con i fili nascosti in una canalina. Da qui la decisione di sporgere querela nei confronti della coppia, ipotizzando l’accusa di interferenze illecite nella vita privata allegando una copia del contratto di locazione, una copia della perizia ed un estratto di fotografie riportanti la telecamera. Il sostituto procuratore Donatina Buffelli, però, chiese l’archiviazione del procedimento in cui risultava indagato il veterinario leccese non ravvisando a suo carico profili di responsabilità. L’avvocato difensore di Cezza, però, il legale Rocco Rizzello presentò opposizione chiedendo un supplemento d’indagine attraverso l’ascolto di un perito e del precedente affittuario del locale e l’eventuale sequestro di supporti informatici presenti in casa dei due veterinari. Nella giornata di ieri si è così celebrata la camera di consiglio dinanzi al gip Carlo Cazzella. Il giudice si è riservato sulla richiesta di non mandare al macero l’inchiesta sul presunto intralcio nel lavoro altrui.

F.O.

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