Il Consigliere Regionale Aurelio Gianfreda esprime fermamente il suo dissenso per la stipula della convenzione dell’ARO-7 da parte dei Consigli dei 22 Comuni interessati e scrive una lettera aperta al Commissario Campobasso e ai Sindaci.

Gli ARO (Ambito Raccolta Ottimale) sono organi previsti dalla Legge Regionale n.24 del 20 agosto 2012 sul “Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei Servizi pubblici locali”.

Essi assolveranno le funzioni di organizzazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti, mentre l’unico ATO (Ambito Territoriale Ottimale) in Provincia di Lecce si occuperà del trattamento,recupero,riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.

In particolare, l’art.8 co.6 della legge prevede la perimetrazione per la quale sono state ricevute le proposte dei Comuni e valutati criteri in base al numero complessivo di abitanti e caratteristiche del territorio.

L’ARO in questione è il n.7 (ex ATO LE/2) e comprende ventidue Comuni (Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Tricase, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa).

Questo ambito di raccolta ottimale è tra i più grandi per popolazione della Provincia di Lecce (che ne ha 11) comprendendo infatti 94,664 abitanti, terzo solo all’Aro-3 (97,768) e all’Aro-4 che ne conta 94,949 del solo Comune di Lecce.

La Convenzione, che ha durata di 15 anni, prevede degli organi gestionali che, secondo Gianfreda, sarebbero troppo onerosi per i cittadini rispetto all’attività da svolgere e al periodo di crisi.

Per questi motivi, il Consigliere ha inviato una lettera aperta all’attuale Commissario dell’ARO-7 Dott.Giovanni Campobasso e ai ventidue sindaci dei comuni associati.

Di seguito la missiva.

 

“Carissimi,

è stata approvata dal Consiglio Comunale di Poggiardo la convenzione (durata 15 anni) tra i ventidue comuni del bacino ARO-7 (servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti) che prevede:

– una cabina di regia composta da presidente vicepresidente e sette componenti,;

– un ufficio unico dell’ARO-7 che funziona come centro di spesa e per il cui funzionamento (compresa l’attività dell’assistenza tecnico-legale), è previsto che i cittadini dei ventidue Comuni debbano pagare, oltre alla tassa sui rifiuti, anche una sovrattassa a titolo di spese per questa struttura tecnico-legale dai costi indeterminati ma, comunque, molto onerosi.

Se confrontiamo questa nuova organizzazione dell’ARO con quella dell’ATO ( che sovrintende al trattamento recupero riciclaggio e smaltimento dei rifiuti dell’intera provincia) che prevede l’ufficio di presidenza di soli tre componenti e non anche un ufficio tecnico-legale di supporto, non si comprende come per il funzionamento di una struttura complessa come L’ATO (intera provincia) sia sufficiente una cabina di regia di tre componenti (che funziona anche come unico centro di spesa) ed invece per una struttura sottodimensionata come L’ARO (22 comuni) ci debba essere invece una cabina di ben nove componenti ed un ufficio tecnico separato che funziona come centro di spesa.

Ciò premesso, mi auguro che il commissario regionale e i consigli comunali dell’ARO-7 ripensino in modo radicale tale assurda e costosissima organizzazione che si sommerebbe al già oneroso costo di un servizio tutt’altro che eccellente”.

 

A detta di Gianfreda, quindi, si starebbe percorrendo una strada completamente inversa rispetto alla ratio con cui è stata concepita la legge stessa, sottolineata anche nelle dichiarazioni dell’Assessore Regionale alla qualità dell’Ambiente, Nicastro del 21 Dicembre 2012 in merito all’approvazione del modello organizzativo dell’Aro “Il tutto (si riferisce alle tappe per l’attuazione della L.R. 24/2012) per raggiungere l’obiettivo di una sempre crescente razionalizzazione del rapporto tra costi dei servizi e loro qualità, di migliori performance in termini di raccolta differenziata e, più in generale, di una maggiore efficienza di tutto il ciclo sull’intero territorio regionale”.

Alberto Capraro

 

 

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