CRONACA_soldi estorsioneTentarono l’estorsione ai danni di un imprenditore edile della provincia di Lecce, attivo in Emilia Romagna da almeno sette anni, che si era rivolto loro per ottenere un prestito, perché, stretto nella morsa della crisi, non riusciva a pagare gli stipendi ai dipendenti della sua azienda.

Gli autori, Francesco D’Andrea, 47enne di Avellino, e Claudio Citro, 29enne di Salerno, arrestati nel novembre scorso, su ordinanza di custodia cautelare, dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, hanno patteggiato la pena: il più anziano dei due è stato condannato a tre anni di reclusione, da scontare agli arresti domiciliari, oltre che al pagamento di una multa di mille euro; il 29enne, invece, ha patteggiato due anni ed otto mesi (sempre ai domiciliari, con multa di 900 euro), ma usufruirà anche di un permesso speciale, che gli consentirà di potere raggiungere il suo posto di lavoro.

La vicenda ha avuto inizio l’estate scorsa, quando l’imprenditore edile salentino aveva chiesto un prestito ad una banca reggina, poiché a causa della recessione economica e dei debiti non riusciva a pagare da tre mesi gli stipendi ai suoi dipendenti.

Il salentino, dopo avere richiesto invano un prestito agli istituti di credito, si era ritrovato costretto a chiedere il denaro a due campani, consapevole che il prestito non sarebbe stato a titolo gratuito: a fronte dei 10mila euro dati in prestito, ne pretendevano 40mila.

Per essere più convincenti, i due campani non avrebbero esitato a minacciare di morte la vittima, promettendogli la visita di alcuni loro amici armati, che gli avrebbero potuto fare del male.

Le minacce continuarono anche dopo la denuncia presentata in Questura, diventando sempre più pressanti, fino a coinvolgere anche la segretaria del salentino, che in una circostanza fu persino malmenata.

Fu solo allora che l’imprenditore salentino decise di denunciare tutto alla polizia, dando il via alle indagini.

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