Per conseguire la licenza e ottenere il patentino come agente immobiliare ed aprire così una sede nel proprio comune di residenza avrebbe allegato nella domanda un diploma di scuola superiore, in realtà, mai conseguito. M.L.R., una casalinga di 42 anni di Taviano, è finita così sotto proceso con le accuse di falso ideologico e materiale commessi da privato. La vicenda affonda le proprie radici nel 2010. La donna, secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, tre anni fa, avrebbe inoltrato presso la Camera di Commercio di Lecce la domanda per frequentare i corsi e successivamente la richiesta per accedere alla professione di immobiliarista ed ottenere il relativo titolo abilitativo partecipando agli specifici esami così come previsto dalla normativa in vigore. Alla domanda M.L.R. avrebbe allegato l’autocertificazione con la quale dichiarava di essere in possesso di un diploma (propedeutico per svolgere gli esami) e una copia del certificato del titolo di studio rilasciato da un Istituto Superiore di Lecce. Il funzionario della Camera di Commercio, addetto a vagliare la regolarità delle domande e tutti gli elementi soggettivi della donna per partecipare all’esame, effettuò una verifica incrociata interpellando la scuola per accertare se effettivamente la donna avesse frequentato e concluso gli studi presso l’istituto specificato nella domanda. Dagli approfondimenti eseguiti, emerse, invece, che M.L.R. non solo non avrebbe mai conseguito il diploma ma che non avrebbe mai frequentato la scuola indicata nella certificazione. Alla signora venne così revocata l’autorizzazione a sostenere gli esami abilitativi e in più lo stesso funzionario trasmise la notizia di reato alla Procura di Lecce. Nella giornata di ieri, dinanzi al giudice del Tribunale Monocratico del Tribunale, Angelo Rizzo, sul banco dei testimoni è comparso proprio il funzionario della Camera di Commercio di Lecce che ha ripercorso tutta la procedura attivata per verificare la veridicità del certificato presentato dall’odierna imputata e di aver inviato tutti gli atti in Procura quando raccolse gli elementi che comprovavano la presunta illecita condotta di M.L.R. L’istruttoria dibattimentale è stata aggiornata al prossimo cinque novembre giorno in cui è prevista la discussione del processo. Per il legale della donna, l’avvocato Biagio Palamà, si tratterà di discutere, in punto di diritto, sulla configurazione o meno dei reati di di falso ideologico e materiale e sulla loro reale contestazione mossa ad una donna, madre di famiglia come tante con il sogno nel cassetto di aprire un’agenzia immobiliare e che, invece, è finita come imputata in un’aula di Tribunale.

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