Giudiziaria_fascicolo 2Abusi fisici e psichici su una ragazza affetta da tetraparesi spastica da parte di un’assistente socio-terapeutica di Lecce. Questa l’accusa per la quale una 47enne di Lecce rischiava di finire sotto processo per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti. Il “coupe de theatre”, però, è arrivato nei giorni scorsi quando la persona offesa, ascoltata dagli agenti di polizia, ha ritrattato tutte le accuse dichiarando di essersi inventato tutto e sparigliando, così, le carte dell’inchiesta. Nell’udienza celebratasi ieri mattina dinanzi al gup Simona Panzera, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha così chiesto ed ottenuto che la ragazza venga ascoltata il prossimo 21 giugno nella forma protetta dell’incidente probatorio per appurare se la ragazza, ancora una volta, confermerà quanto dichiarato, giorni fa, agli agenti di polizia. L’inchesta venne messa in moto sulla scorta di una denuncia presentata in questura dalla madre della giovane nel novembre del 2011. Gli abusi fisici e psichici sulla figlia, a suo dire, si sarebbero consumati mesi prima, tra giugno e settembre, sempre dello scorso anno. In quel periodo, l’assistente avrebbe quotidianamente frequentato l’abitazione in cui viveva la ragazza costretta a subire violenze sul proprio corpo dopo essere stata denudata. L’operatrice è accusata anche di maltrattamenti perché avrebbe picchiato la ragazzina, presa per i capelli e offesa, ogni qualvolta non si comportava in maniera irreprensibile. La tutor, difesa dall’avvocato Roberto De Mitri Aymone, avrebbe anche mostrato proprie immagini pornografiche da un computer in cui veniva immortalata in foto osè minacciando la ragazza di non dire nulla alla madre su quanto accadeva tra le pareti di casa. Dopo l’interruzione del rapporto di lavoro, la presunta vittima si sarebbe confidata con la madre raccontando gli abusi subiti. Da qui l’apertura di un’inchiesta.

F.O.

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