cimiteroNon si è fatta attendere la risposta delle forze dell’ordine ai furti di rame nel cimitero di Lecce.

Un fenomeno, quello dei furti dell’ “Oro rosso” in continua espansione, anche per la facilità nell’approvvigionamento considerato che sovente si tratta di cose esposte alla pubblica fede.

E’ per questo che sono stati pianificati una serie di servizi nel capoluogo ed in provincia con la collaborazione di tutte le Forze di Polizia e degli enti che a vario titolo sono coinvolti .

I risultati non si sono fatti attendere, il personale della Squadra Mobile e della Compagnia dei Carabinieri di Lecce, nel corso dell’operazione denominata “Action Day”, finalizzata al contrasto del furto e della ricettazione del rame, si sono recati presso la ditta individuale “LA FERROSA” di C. V. 51enne, della  zona industriale – specializzata nel recupero dei rifiuti non pericolosi.

Durante il controllo veniva rinvenuto e sottoposto a sequestro numeroso materiale ritenuto di provenienza illecita, atteso che il proprietario dell’esercizio non era in grado di indicarne la provenienza.

Il materiale sequestrato è relativo a numerosi spezzoni di cavo per telecomunicazioni del tipo doppino telefonico autoportante di diametro 2 x 1 e 2 x 1,2 per un peso totale pari a Kg. 42, per una parte del quale era leggibile il marchio “Telecom”; numerosi cavi telefonici del tipo cavo plastico per posa aerea formato da 100 coppie dal diametro di 0.6 per un peso totale pari a Kg. 103, privo della guaina esterna poiché bruciata e con residui di nastro di schermatura in alluminio esclusivamente in uso per le linee esterne della “Telecom Italia SPA”; 154 oggetti di arredo cimiteriale “porta fiori in rame” per un peso complessivo di Kg. 29; 5 Cassoni in plastica di colore grigio e 1 di colore azzurro con all’interno numerosissime batterie al piombo fuori uso, per un peso complessivo pari a Kg. 4.980.

Un dipendente della Telecom, dopo aver visionato cavi telefonici di colore grigio, alcuni dei quali con impressa la scritta “Telecom” ed altri denominati “doppini autoportanti”senza alcuna indicazione, riconosceva senza ombra di dubbio il materiale, in uso esclusivo alla sua azienda, per il quale era stata in passato sporta denuncia di furto.

Considerato che pochi giorni fa erano stati asportati numerosi oggetti di arredo cimiteriale in rame, regolarmente denunciati c/o la Stazione dei Carabinieri Lecce , veniva invitato a visionare il materiale sequestrato un rappresentante delle Confraternite della Diocesi di Lecce il quale, aveva presentato denuncia di furto il 26 maggio scorso per l’asportazione di circa 100 portafiori in rame trafugati da due cappelle cimiteriali adiacenti tra di loro, ubicate all’interno del cimitero di Lecce e ne aveva descritto la fattura.

Di tutto il materiale posto in visione, l’uomo riconosceva 26 portafiori in rame verniciata color oro, a tronco di cono con collo svasato e terminale a sfera e 19 in rame laccata color oro rosso antico.

Da ulteriori approfondimenti si evinceva che la ditta LA FERROSA” è autorizzata solo al trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi, tuttavia deteneva delle batterie al piombo, rifiuto speciale pericoloso, per una ammontare di Kg.4980 di batterie al piombo fuori uso.

Dal controllo documentale dell’azienda, relativamente alle predette batterie al piombo, emergeva che, da gennaio 2013 fino alla data del controllo, erano state commercializzate circa 162 tonnellate, con società autorizzate e che vi doveva essere un residuo di sole 270 batterie (pari a circa Kg. 2.700) molto meno di quelle rinvenute pari a kg. 4.980.

Il C.V veniva denunciato in stato di libertà per ricettazione e per smaltimento di rifiuti speciali non autorizzato.

Sempre nell’ambito dell’operazione Action Day, personale della Squadra mobile, della Polizia Ferroviaria e della Polizia Stradale, si è recato questa mattina presso il Campo nomadi “Panareo” dove non sono stati ritrovati oggetti in rame, tuttavia, gli agenti hanno sequestrato alcune piantine di marijuana e controllato numerose autovetture parcheggiate nel campo. E’ al vaglio della Divisione Immigrazione la posizione di alcuni nomadi che non erano stati censiti.

L’operazione che è proseguita anche ieri con l’impiego di  pattuglie della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, ha portato al sequestro di un autodemolitore abusivo in contrada “Cavatufi” in agro di Aquarica dove O.F del’78 e A.F del’81 avevano organizzato, su di un’area di 7000 mq., un’attività di autodemolizione abusiva, versando nel terreno rifiuti speciali pericolosi. L’intera area è stata posta sotto sequestro.

 

 

 

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