Non si sarebbe rassegnato alla prospettiva che quella relazione sentimentale fosse ormai giunta ai titoli di coda e fino a pochi mesi fa avrebbe tormentato la sua ex seguendola, tampinandola di chiamate e messaggi e minacciando qualsiasi persona che si accompagnava alla sua “amata”. A.O., 25enne leccese, è stato così iscritto sul registro degli indagato con l’accusa di stalking e il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, nei giorni scorsi, ha chiuso il fascicolo d’indagine nei suoi confronti. L’inchiesta è stata avviata con una doppia denuncia: una presentata presso la caserma dei carabinieri della Compagnia di Lecce dalla ragazza molestata, un’altra formalizzata dalla madre della giovane, particolare che si verifica molto di rado per fatti del genere. Il lavoro degli investigatori, coordinato dal sostituto procuratore, ha consentito di alzare il velo su uno scenario di episodi di stalking. Il 25enne avrebbe ripetutamente contattato la ex sulla propria utenza telefonica inviandole quotidianamente sia di giorno che di notte messaggi minatori. Il giovane avrebbe anche seguito i movimenti della ragazza a bordo della propria auto fermandola per strada mentre era in compagnia di un suo amico e indirizzando alla giovane frasi ingiuriose. In altre circostanze, il giovane avrebbe raggiunto casa della ex stazionando nei pressi ogni qualvolta la ragazza era assente. In tal modo, la persona offesa avrebbe subito un grave e perdurante stato di ansia e di paura. Per le indagini, poi, ci sarebbe anche dell’altro: il 25enne si sarebbe “incollato” al citofono di casa della ex pregandola di raggiungerlo e di ascoltare le sue ragioni. Le stesse richieste, in altre circostanze, sarebbero state rivolte anche alla madre della giovane chiedendole di poter vedere la figlia utilizzando modi e toni piuttosto minatori ed alterati. Alla fine dello scorso mese, A.O. è stato anche raggiunto da una misura interdittiva a firma del gip Antonia Martalò con la quale gli è stato imposto il divieto di avvicinarsi alla persona offesa per tre mesi. L’indagato, assistito dall’avvocato Valerio Centonze, ha ora venti giorni a sua disposizione per chiedere di essere interrogato o per produrre memorie difensive.

F.O.

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