Avrebbe tempestato una 15enne di messaggi per ottenere incontri privati con la giovane e lontano da sguardi e occhi indiscreti avrebbe abusato di lei in più circostanze. Il presunto molestatore, A.D.B., operaio 43enne di Nardò, ha scelto di essere giudicato in abbreviato il prossimo 24 ottobre così come richiesto dal suo avvocato difensore Tommaso Valente. L’imputato, tuttora confinato in una comunità, risponde di violenza sessuale continuata ma anche di molestie telefoniche. Secondo l’accusa, il 43enne avrebbe tampinato altre due ragazzine importunandole con messaggi chiaramente espliciti ad intrattenere momenti di intimità. L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero, è stata messa in moto da una denuncia della giovane assistita dall’avvocato Lorenzo Rizzello. Dopo una prima iniziale confessione con i propri genitori, la ragazzina raggiunse gli uffici della caserma di Nardò dove, con il sostegno di un’assistente sociale, la minore svuotò il sacco sugli abusi subiti nel 2010. Riferì dei tanti messaggi ricevuti nell’arco di pochi mesi e fece anche riferimento ad un primo incontro avvenuto nei pressi della villa comunale di Nardò con il 43enne, spacciatosi, negli sms di approccio, come un giovane di appena 19 anni. Quel primo incrocio si concluse con un bacio strappato da A.D.B. alla ragazzina. Seguendo il racconto della vittima, il presunto molestatore sarebbe tornato nuovamente alla carica contattando per messaggi la ragazza ed ottenendo un secondo incontro. Questa volta, però, i due si sarebbero appartati in un luogo isolato e lì il 43enne avrebbe abusato della ragazzina. Non si sarebbe trattato di un episodio isolato. A distanza di alcuni mesi, ed esattamente nel luglio sempre del 2010, si sarebbe verificato un secondo abuso. Sempre in macchina e in un posto lontano da occhi indiscreti, la giovanissima sarebbe stata costretta a subire le attenzioni del suo “amico”. Le presunte violenze sono affiorate dopo alcune settimane. La minore si confidò, inizialmente, con un’amica e poi con i propri genitori. Nel corso delle indagini, il magistrato inquirente, Carmen Ruggiero, ha ascoltato con la forma protetta dell’incidente probatorio la ragazzina, oltre alle due amiche tempestate di messaggi dal contenuto esplicitamente lascivo inviati dal 43enne che si spacciava per un giovane appena maggiorenne. La giovane, assistita dall’avvocato Lorenzo Rizzello, si è costituita parte civile.

F.O.

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