slide-tribunaleCondanna all’ergastolo per Giuseppe Fiorito e Raimondo De Simone, i due neretini accusati dell’omicidio di Antonio Filieri, ucciso in via Bonfante a Nardò il due settembre del 1997. La conferma del carcere a vita è stata invocata dal procuratore generale Claudio Oliva nel corso della requisitoria celebratasi dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appello, (Presidente Rodolfo Boselli, giudice a latere relatore Antonio Del Coco). Il rappresentante della pubblica accusa ha ripercorso le fasi e il contesto in cui maturò l’omicidio collegato alla gestione degli affari con la droga all’interno della guerra fra clan capeggiati da Giuseppe Durante, (ritenuto il mandante dell’azione di morte e la cui posizione è stata stralciata) e Marcello Dell’Anna. Nella scorsa udienza, così come disposto dalla Corte con una specifica ordinanza, venne ascoltato Massimo Gambino allora dirigente della Squadra Mobile di Lecce che espose i passaggi cardine dei verbali contenuti nell’operazione “Neretum” e quelle che erano le occupazioni delle celle degli imputati e di altri soggetti al momento dell’omicidio. La camera di consiglio è prevista per il prossimo 20 maggio dopo le arringhe difensive degli avvocati Giampiero Tramacere, Pantaleo Cannoletta e Anna Luigia Cretì. La sentenza di primo grado risale al febbraio dello scorso anno e la condanna all’ergastolo scaturì anche grazie alle dichiarazioni, fornite in video-conferenza, da Salvatore Carmine Greco e Franco Vincenti. Il primo raccontò di aver appreso della volontà di eliminare Filieri e di come il gruppo di fuoco fosse composto proprio da Fiorito e De Simone. Per Vincenti, invece, l’omicidio di Filieri sarebbe scaturito nell’ambito della guerra fra gruppi opposti, dopo che lo stesso aveva cambiato casacca passando dai ranghi capeggiati da Durante a quelli di Dell’Anna.

FRANCESCO OLIVA