tribunale cas (5)Tre condanne in abbreviato nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Animal House” e due assoluzioni. Il gup Simona Panzera ha condannato Pierluigi Bascià, 30enne di Merine, a quattro anni e mezzo di reclusione a fronte di una richiesta di cinque, Roberto De Matteis, 36enne di Lizzanello, a sei, (pm 6 anni e dieci mesi), Cosimo Lottatore, 61enne di Ostuni, è stato assolto, (a fronte di una richiesta di cinque), Cristian Micelli, 34 anni di Lizzanello, a sei anni e quattro mesi, (pm 6,10), Francesco Ungaro, 40 anni di Ostuni, è stato assolto, (pm 5 anni). Nella precedente udienza, dinanzi all’allora gup Ines Casciaro, avevano patteggiato: Graziano De Fabrizio, 30enne di Merine condannato ad un anno ed 11 mesi di reclusione, Mirko De Blasi, 24enne di Giuggianello, un anno e quattro mesi; Salvatore Franco, 31enne di Nardò e Antonio Damiano, 30enne di Collemeto, a tre anni di reclusione e al pagamento di una multa di tre mila euro mentre Antonio Isernia, 35enne di Matino, è stato condannato a tre mesi in continuazione con una vecchia sentenza. Gli altri imputati, Giuseppe Cantoro, 50enne, Antonio Flore, di 45, entrambi di Ostuni e Marco De Fabrizio, 34 anni di Lizzanello, hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. L’operazione venne eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce il 9 gennaio scorso e fu ribattezzata “Animal House” perché le indagini accertarono come un negozio, a Merine, specializzato nella vendita di mangimi e prodotti per animali risultasse il “quartier generale” della presunta organizzazione. I locali dell’attività commerciale sarebbero stati utilizzati per coordinare qualsiasi decisione sul piano operativo. La presunta organizzazione aveva anche una seconda base, localizzata ad Ostuni, luogo di approvvigionamento di ingenti quantitativi di droga. Grazie ad una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche, i militari, guidati dal capitano Biagio Marro, accertarono anche i diversi ruoli ricoperti da ogni componente. Il gruppo sarebbe stato capeggiato da Roberto Mirko De Matteis, mentre tutti gli altri avrebbero gestito lo smercio dello stupefacente sui territori di loro competenza. La presunta “cellula” brindisina, con sede operativa nella città bianca, avrebbe avuto il compito di rifornire di droga i sodali salentini con carichi di stupefacente provenienti dall’Albania e dalla Calabria. Le indagini, infatti, accertarono collegamenti e contatti con personaggi di peso legati agli ambienti della ‘ndrangheta. Inizialmente, tra le persone monitorate dagli investigatori, compariva anche Luciano Perfetto, 46enne di Giuggianello, domiciliato nella Repubblica di San Marino, deceduto lo scorso 23 agosto del 2010, in un incidente sul lavoro. Per quella morte bianca, il sostituto procuratore Paola Guglielmi aveva anche aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità penali a carico dei datori di lavoro. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Cosimo Rampino, Elvia Belmonte, Luigi Corvaglia, Giuseppe Gennaccari, Pantaleo Cannoletta, Ladislao Massari, Giancarlo Dei Lazzaretti, Luigi Carrozzini, Biagio Nobile, Massimo Manfreda, Francesco Marchello e Francesco Sozzi.

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