Slide_vendola“Oggi noi facciamo una pianificazione di tipo completamente nuovo, una pianificazione intesa come strumento di democrazia. Mettiamo il nostro piano online e diciamo ai pugliesi di leggerlo e di darci suggerimenti. Poi avviamo la concertazione con tutti gli attori e i soggetti interessati. Confidiamo nel carattere partecipato di questa avventura”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola questo pomeriggio presentando, insieme con l’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, il Piano dei rifiuti approvato dalla Giunta regionale (entro l’estate dovrà essere approvato dal Consiglio regionale).

Per il Presidente Vendola “il problema dei rifiuti non è un problema di tecnologie dello smaltimento, bensì è un problema di impianto politico e culturale in un territorio”.

“Occorre fare un salto di qualità. Occorre imparare che non esistono i rifuti se non i nostri rifiuti culturali. La nostra filosofia è pensare che il rifiuto non sia un problema ma una risorsa. Il rifiuto così diventa da problema di smaltimeno ad occasione di costruzione di ricchezza. Se immaginiamo che il rifiuto è materia e può essere recuperato riciclato e trasformato nuovamente in business economico, cambia tutto”.

“Noi veniamo da una storia particolarmente dura che è quella di una pianificazione improvvisata e anche di tipo autoritario – ha specificato Vendola – perchè il piano dei rifiuti che si costruiva con il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, era un piano non partecipato e non condiviso. Era un piano anche abbastanza discutibile perchè prevedeva, per gli impianti, che la valutazione di impatto ambientale fosse fatta dopo lo svolgimento delle gare d’appalto ed era anche un piano dei rifiuti che poteva consentire alle imprese più opache di fare il loro ingresso nel sistema pugliese”.

Vendola ha poi ricordato di aver corretto il piano del suo predecessore proprio “per impedire che imprese maleodoranti potessero mettere piede in Puglia” e di aver cancellato “i tre grandi inceneritori di vecchia concezione che erano stati previsti le città di Trani, Bari e Brindisi”. Ha poi ricordato che “i termovalorizzatori, che sono operanti in Puglia, non sono una responsabilità regionale bensì sono regolati da norme comunitarie e nazionali”.

“Credo – ha concluso Vendola – che oggi comincia un percorso vero di cambiamento. Questo piano sarà l’inizio di un’assunzione di responsabilità di tutti, dai semplici cittadini ai Comuni perchè non si governa un terreno così complesso se non modificando lo stile sia del privato cittadino che deve abituarsi a convivere con tre sacchetti di immondizia sia dell’organizzazione stessa dei singoli Comuni”.

 

 

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