CRONACA_polizia-stradaleSenza sosta i controlli della Polizia Stradale finalizzati al controllo della sicurezza stradale e soprattutto al controllo dell’obbligo dell’assicurazione, una trasgressione, purtroppo, particolarmente frequente negli ultimi tempi a causa delle difficili condizioni economiche in cui versano attualmente alcune famiglie.

La Sezione Polizia Stradale di Lecce, nei giorni 7 e 8 maggio, ha impiegato 13 pattuglie e 28 Operatori di Polizia Stradale, effettuando controlli nei Comuni di Lecce, Casarano, Cavallino, Copertino, Corigliano, Maglie, Novoli, Surano, Surbo, Ugento.

Nel corso dei predetti servizi – ha spiegato il Vice Questore Aggiunto Dssa Lucia Tondo, che dirige la Sezione Polstrada di Lecce- sono stati controllati 512 veicoli e contestate 126 infrazioni. Elevato il numero delle violazioni per mancanza di copertura assicurativa, infatti 22 veicoli sono stati sequestrati ed i conducenti sanzionati a norma dell’art.193 del Codice della Strada. Sono state inoltre contestate 33 contravvenzioni per mancata revisione dei veicoli, 6 per mancato passaggio di proprietà , 6 per patente scaduta di validità , 1 per trasporto abusivo di rifiuti, 5 per mancata consegna di estratto di documento sostitutivo da parte delle Agenzie Pratiche Automobilistiche , 1 per circolazione senza permesso provvisorio dovuto alla perdita della carta di circolazione , 1 mancata custodia del veicolo sottoposto a fermo amministrativo e 48 contestazioni per violazioni di altre infrazioni.

Non sono mancate le violazioni penalmente rilevanti, quali una denuncia in stato di libertà per contraffazione e falsificazione di contrassegno assicurativo, due per guida senza aver mai conseguito la patente di guida , che hanno comportato anche il fermo amministrativo dei veicoli ed una per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti . In totale , quattro le persone denunciate in stato di libertà, 22 i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, 33 i veicoli sospesi dalla circolazione e 7 le patenti ritirate.

I servizi hanno messo in evidenza il fenomeno della commercializzazione di polizze R.C.A. contraffatte da intermediari-broker assicurativi tramite internet. Un fenomeno assolutamente nuovo. Tramite registrazione effettuata online con l’utilizzo di falsi documenti di identità presso società che gestiscono spazi (domini) e telefonia sul web si creano call center di agenzie di brokeraggio online fittizie, con numeri di telefono apparentemente legati a specifiche aree del territorio nazionale, ma che in effetti vengono gestiti online da queste società e sono legate ad una numerazione interna VOIP.

Vengono inoltre creati siti internet relativi alle società di intermediazione assicurativa e database dove si registrano tutte le informazioni (nominativi, targhe, tipo veicoli, ecc.) di polizze rilasciate dall’organizzazione.

Presso il citato call center è sempre reperibile un addetto che, accedendo al data base ha a disposizione tutti gli elementi per fornire alle Forze di Polizia i dati inerenti la polizza controllata con possibilità di inviare il rendiconto tramite fax, utilizzando il sistema VOIP od e-mail.

Inoltre, tramite terze parti compiacenti (autosaloni o simili) vengono emesse polizze 5 giorni apparentemente da compagnie assicuratrici operanti sul territorio nazionale (Carige, Uniqa, Italiana, Augusta, Zurich) e riportanti timbri con i dati dei brokers ed i numeri telefonici degli stessi.

Soltanto il controllo della documentazione assicurativa delle Forze di Polizia permette di accertare la sussistenza della copertura assicurativa, interrogando o la Banca dati ANIA oppure contattando i referenti antifrode delle Compagnie Assicuratrici.

L’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha segnalato casi di commercializzazione di polizze RCA contraffatte, anche aventi durata temporanea di 5 giorni, tramite i seguenti siti internet:

www.playitalia.eu;

www.assicurazione5gglowcost.it;

www.mediabrokerline.com.

L’IVASS richiama l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che i siti web degli intermediari che esercitano l’attività di intermediazione tramite internet devono sempre indicare:

a) i dati identificativi dell’intermediario;

b) l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica;

c) il numero e la data di iscrizione al Registro Unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

Per gli intermediari del SEE abilitati ad operare in Italia il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia, con l’indicazione dell’Autorità di Vigilanza dello Stato membro di origine.

I siti web che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

Per questo è necessario – suggerisce la Dssa Tondo – verificare sempre, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione del sito www.ivass.it:

 

 

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