l'informazione non è un hobbyDomenica 19 maggio si vota per il rinnovo del Consiglio regionale e nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Il seggio a Lecce sarà all’Hilton Garden Inn, in via Cosimo De Giorgi, 72 e sarà aperto dalle 10 alle 18.
Per votare bisogna essere in regola con il pagamento delle tasse annuali, o provvedere a saldare al momento del voto.
In caso di ballottaggio, si tornerà alle urne (stesso luogo, stesso orario) domenica 26 maggio.

Il gruppo di “Informazione Precaria”, coerentemente con le battaglie portate avanti durante questo primo anno di lavoro, si propone all’interno di una lista tutta composta da giornalisti precari pugliesi, che fa capo a un coordinamento regionale formatosi di recente, al fine di rivendicare il principio sintetizzato nello slogan “l’informazione non è un hobby”.
“Se ne condividete lo spirito e le linee guida – fa sapere in una nota il gruppo di “Informazione Precaria”- vi chiediamo di sostenere la nostra battaglia partecipando al voto e facendo partecipare altri iscritti. Perché la lotta alla precarietà è una lotta di tutti, nessuno escluso”.
Al consiglio regionale (scheda arancione), i pubblicisti possono esprimere fino a 3 preferenze.

Questi sono i nomi dei candidati proposti da Informazione Precaria:
Ilaria Marinaci, Giuseppe Di Cera e Stefano Mastrolitti

Al consiglio nazionale (scheda grigia), invece, è possibile esprimere fino a 4 preferenze.
Questo è il candidato proposto:
Gianvito Rutigliano

Di seguito i 13 punti del programma

1) EQUO COMPENSO E CONTRATTI ATIPICI
Il coordinamento dei precari pugliesi si impegna affinché in tutte le redazioni venga rispettato e congruamente ripagato il lavoro dei colleghi non contrattualizzati. Non saranno ritenute congrue le retribuzioni che sviliscono il lavoro giornalistico, ovvero quei compensi che vadano sotto una determinata soglia (che non corrisponde certo ai 5 euro). Il coordinamento si impegnerà a raccogliere le denunce che arriveranno dagli altri colleghi, a garantire l’anonimato qualora dovesse essere richiesto, e a denunciare all’Ordine il comportamento scorretto degli editori e di chi permette determinate situazioni. Il lavoro va sempre retribuito e non vengono accettati compromessi. Vigileremo, inoltre, sulla corretta applicazione dei contratti atipici, assicurandoci che questi non vadano a violare la legge sull’equo compenso e la Carta di Firenze. E che non se ne abusi.

2) FORMAZIONE OBBLIGATORIA
L’Ordine dei giornalisti dal prossimo anno dovrà farsi carico della formazione obbligatoria per tutti i giornalisti. Chiediamo una particolare attenzione soprattutto per coloro che, da collaboratori esterni, non hanno la possibilità di accedere agli strumenti delle redazioni con corsi di approfondimento sui nuovi media, le nuove piattaforme, l’utilizzo di social e apparecchi foto/video. Inoltre auspichiamo che le attività di formazione siano svolte con parti dignità nelle varie province della nostra regione.

3) SPORTELLI NELLE PROVINCE
La libera professione è sempre più diffusa. Molti colleghi e molte colleghe sono free lance e si muovono tra redazioni e uffici stampa. Secondo noi Ordine, Inpgi, Casagit, Sindacato dovrebbero organizzare periodicamente corsi di aggiornamento su contratti, previdenza, iscrizioni, diritti e doveri e costituire dei veri e propri sportelli periferici (anche un giorno al mese) in tutte le province pugliesi.

4) LEGGE 150/2000 E DOPPIO LAVORO
L’Ordine e il Sindacato dovrebbero prevedere una ricognizione complessiva su Enti pubblici inadempienti in merito alla Legge 150/2000 che prevede di affidare l’incarico a giornalisti iscritti all’albo. Purtroppo ci sono ancora troppi Comuni, province, Università che non si sono adeguate ad una legge già vecchia e che potrebbe invece offrire un importante sbocco lavorativo per molti di noi. Inoltre bisognerebbe prestare molta attenzione ai doppi incarichi. È assurdo e deontologicamente scorretto che corrispondenti e cronisti si occupino anche dell’ufficio stampa degli enti che dovrebbero, invece, “controllare”.

5) REVISIONE DELL’ALBO E ISCRIZIONE
La tenuta dell’albo è uno dei compiti dei Consigli regionali dell’Ordine. Auspichiamo che durante la prossima consiliatura ci sia un controllo rigoroso degli iscritti (come previsto dalla legge) e dei non iscritti che pur esercitano la professione. Ci auguriamo inoltre che sia previsto anche in Puglia un breve corso di formazione obbligatorio con un colloquio finale per l’iscrizione all’albo dei pubblicisti (cosa prevista ma ancora non attuata).
Ma siamo anche convinti che diventare giornalisti professionisti costi troppo: tra master in giornalismo, corsi a Fiuggi, trasferte a Roma per sostenere l’esame, se ne vanno migliaia di euro. Si potrebbero fornire i testi di preparazione in formato pdf, piuttosto che cartaceo, con evidente risparmio di costi.

6) RAPPRESENTANZA NEI CDR
Ad oggi, nonostante le linee guida già individuate dalla Fnsi, solo all’interno di poche redazioni ci sono figure che tutelano i precari e i collaboratori esterni. Come altri collettivi di precari chiediamo dunque che sia rispettato questo principio: i precari e i collaboratori devono votare un proprio rappresentante all’interno del Cdr e, soprattutto, che siano in qualche modo monitorate tutte quelle testate (non solo web) che un cdr non hanno e non devono avere per legge ma che comunque utilizzano decine di giornaliste e giornalisti per la realizzazione del prodotto.

7) TUTELA LEGALE
Come per i medici, ormai una querela o una richiesta di risarcimento danni è sempre dietro l’angolo, anche quando il lavoro è impeccabile. Bisogna pretendere che gli editori si assumano le responsabilità economiche in caso di querela. Ma sono necessari anche interventi per garantire tutti i precari e free lance, non solo quelli che vivono nelle redazioni di giornali e televisioni. L’Ordine e il sindacato, immaginando convenzioni con l’Ordine degli avvocati, devono farsi carico di questo nuovo problema, garantendo assistenza legale ai precari che non ne dispongono.

8) ALBO E TRASPARENZA
L’Ordine dei giornalisti non è un ufficio di “collocamento”, lo sappiamo. Ma può essere un ottimo ufficio di “collegamento”. Chiediamo che eventuali possibilità e docenze all’interno di corsi o progetti siano destinate anche a colleghi e colleghe precari o free lance. Ovviamente sempre tenendo conto della professionalità, dell’esperienza e del merito. Si potrebbe istituire una sorta di albo dei precari da cui attingere professionalità in caso di progetti, dibattiti e corsi. Soprattutto occorre trasparenza e criteri rigorosi nella scelta di docenze e incarichi.

9) PENSIONATI
Non possono essere utilizzati giornalisti pensionati come redattori all’interno dei giornali. Certe situazioni vanno monitorate anche per permettere a giovani e precari di trovare maggiori spazi e avanzamenti di carriera che oggi sono molto difficili.

10) COMUNICAZIONE
Tutte le decisioni e le delibere del consiglio dell’Ordine devono essere a portata di tutti. Ogni iscritto deve poter conoscere tutte le informazioni. Per questo vanno incentivati i canali di comunicazione, soprattutto attraverso il web. Occorrono newsletter periodiche, un sito web costantemente aggiornato e la presenza sui social network.

11) TESTATE ON LINE, PICCOLI GIORNALI E TELEVISIONI IN TEMPO DI CRISI
La crisi ha colpito ferocemente il nostro settore: giornali e televisioni hanno abbassato la saracinesca, o stanno per farlo. Questa situazione contribuisce al proliferare di iniziative editoriali improvvisate che non fanno altro che aumentare il numero degli “sfruttati”. E questo vale nel settore della carta stampata, del web e anche in quello televisivo. L’Ordine deve garantire un monitoraggio costante delle testate e dei giornalisti impiegati, per garantire che gli editori rispettino la legge e che venga riconosciuto l’equo compenso.

12) PREVIDENZA SOCIALE E SISTEMA PENSIONISTICO
Attualmente il sistema pensionistico e quello previdenziale penalizzano i giovani precari senza un contratto articolo 1. Per non parlare di coloro che le collaborazioni le hanno perse e sono rimasti senza una retribuzione. È necessario rivedere l’attuale sistema, fatto di cococo e cocopro, per adeguarlo ai tempi che viviamo. Garantire, ad esempio, per un periodo limitato l’erogazione di un assegno di disoccupazione anche a chi perde un contratto di collaborazione. Non solo: il precario che si ammala è doppiamente penalizzato perché non guadagna. Neanche la maternità è garantita alle donne in gravidanza. Altra ingiustizia che proponiamo di superare con un’indennità da riconoscere a chi un contratto non ce l’ha. Ma interventi vanno fatti anche nel sistema pensionistico: l’Inpgi2 è una farsa, occorre aumentare la percentuale a carico dell’editore.

13) COWORKING E CONVENZIONI TELEFONICHE
Precaria è anche la sede di lavoro. I collaboratori e free lance non hanno accesso alle redazioni e si trovano a scrivere al bar, in casa o dove capita. Isolati e ovviamente sempre a spese proprie. Chiediamo sale stampa attrezzate nei capoluoghi e rimborsi delle spese di trasporto e telefono. Intanto vogliamo raccogliere più adesioni possibili per stipulare una convenzione collettiva con una compagnia telefonica, in grado di limitare le spese.