Il Gruppo d’impegno culturale “Il Cenacolo”, nato nel 1982 al fine di promuovere l’iniziativa artistica delle menti più brillanti, si riunirà questa sera, nei locali dell’Hotel Zenit, dove avverrà la premiazione relativa al XXVIII Concorso Nazionale di Poesia e Pittura, alla IX Rassegna Nazionale di Pittura, nonché al XVII Concorso Nazionale di Poesia e Pittura per ragazzi.

Il concorso in questione è un evento che coinvolge giovani artisti emergenti e gli studenti delle scuole primarie e secondarie a livello nazionale, con l’obiettivo di stimolare e incoraggiare l’interesse dei ragazzi all’arte, intesa come pittura e scrittura, un modo per esortare e valorizzare la creatività anche sulla base del consenso e del giudizio di esperti ed estimatori di alto livello quali Lucia Agrimi, Anna Rosa Aresta, Giuseppe Barba, Antonio Di Pietroantonio, Carlo Vincenzo Greco, Maurizio Muscettola, Nicola Serinelli e Felicia Vitiello, tutti membri della commissione esaminatrice del concorso 2013, uniti al fondamentale contributo del segretario, Antonio Convertino.

Le poesie ammesse al concorso sono state presentate sia in lingua che in vernacolo, concorrendo rispettivamente per il Premio Sen. Emilio Pulli e il Premio Sen. Antonio Lisi; al primo classificato verrà consegnato il Trofeo “Città di Lecce”.

Procedura similare per la pittura, competizione per cui era ammessa la presentazione di una sola opera; al vincitore anche in questo caso verrà assegnato il Trofeo “Città di Lecce”.

Le opere sono attualmente esposte presso l’ex Convento dei Teatini fino al 9 maggio.

Di seguito la composizione di Marco Rizzo, artista di talento, nonché terzo classificato alla competizione; nonostante la sua giovane età, è in grado di vantaregià numerosi successi nel difficile mondo della scrittura:

 

VIANDANTE D’UNA SOLA STRADA

 

 

Fuggono da rose, vento e libertà,

come rovi aggrovigliati, i pensieri miei.

Vanno verso la gente, i suoi costumi e le sue banalità,

in una pantagruelica commistione di dovrei e vorrei.

 

L’egocentrismo dell’umano è prassi ben consolidata:

io, puntino nell’immenso, di false eternità mi circondo,

dimenticando d’esser viandante d’una sola strada.

Mentre il Sole, da lassù, osserva la curva del Mondo.

 

Mondo in cui il Male vuol sempre recitar da protagonista,

sin dai tempi in cui di Pandora si aprì lo scrigno.

Male, talvolta mitigato dalla man di qualche artista,

e quel che era un brutto anatroccolo, poi divenne cigno.

 

Quelli che eran solo Promessi, divennero poi Sposi,

interi popoli sottomessi si fecero rivoltosi.

Uomini che con una penna, una voce, una volontà,

al male han ribattuto con la Poesia, col coraggio, la dignità.

 

Steso all’ombra d’un ulivo, con la tramontana tra i capelli,

ripenso a tutto ciò per destar il guerrier che in me ora riposa.

Provato da mille battaglie perse, da mille sfide, mille duelli,

per un esame, un lavoro, una rivincita o una sposa.

 

E all’improvviso si ridesta, come fiamma dalla brace,

voglioso di rivalsa, calore che sovrasta nottate di freddo intenso.

Pronto a combattere di nuovo, senza darsi mai più pace,

consapevole, però, d’esser sempre un puntino nell’immenso.

 

Con l’ulivo alle mie spalle e la tramontana che fischia ancora,

affronterò la vita in ogni modo, in ogni via, in ogni contrada.

Ogni nuova sfida sarà un nuovo passo, il Mondo la mia dimora,

cosa volete che vi dica, son viandante d’una sola strada.

Pamela Villani

 

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