Sei mesi di reclusione con l’accusa di esercizio abusivo delle proprie ragioni con violenza sulle persone. E’ la condanna inflitta dai giudici della seconda sezione penale ai danni di A.A., 52enne originario di Napoli, finito sotto processo anche per un’ipotesi di violenza sessuale nei confronti di una 41enne di Galatina. Con la sentenza dei giudici, le cui motivazioni verranno depositate entro i prossimi novanta giorni, l’intera vicenda esce nettamente ridimensionata. Eppure, in sede di denuncia la 41enne raccontava una serie di ricatti e soprusi subiti dall’odierno imputato. La donna avrebbe allacciato una relazione sentimentale con A.A., giunta nel Salento per motivi di lavoro, ma il rapporto si sarebbe concluso nell’ottobre del 2010 quando la donna convolò a nozze con l’attuale compagno di vita. Nonostante la donna si fosse sposata, A.A. avrebbe contattato più volte la 41enne per un ultimo incontro, minacciando di spifferare la relazione clandestina al marito se si fosse rifiutata e di pubblicare su internet alcuni filmini e foto che riprendevano i rapporti intimi. Secondo quanto denunciato dalla donna, A.A. avrebbe abusato di lei in due circostanze all’interno di un albergo di Porto Cesareo. Da qui l’accusa di violenza sessuale dalla quale, però, l’imputato è stato assolto. La presunta vittima, assistita dall’avvocato Angelo Vetrugno, si era costituita parte civile e verrà risarcita con cinque mila euro.

F.O.

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