scuola-Torino_imagelargeUno sciopero nazionale indetto per i giorni 7, 10 e 16 maggio dai Cobas –scuola per manifestare opposizione ai test Invalsi, una delle tante pratiche che impoveriscono la scuola.

Dopo i pesanti tagli operati negli scorsi anni e le recenti operazioni di “dimensionamento” che hanno accorpato numerose scuole utilizzando criteri di carattere ragionieristico, è la volta della somministrazione generalizzata, dalle scuole Elementari alle scuole Medie e Superiori, delle prove dell’Istituto di valutazione Invalsi.
Questi test “oggettivi” risultano parziali, a livello didattico, adatti a misurare saperi nozionistici scelti in modo arbitrario e non idonei a valutare le capacità espressive e critiche, i progressi rispetto ai livelli di partenza, la partecipazione didattico-educativa. Per i test Invalsi nascondono però ulteriori punti di criticità legati al loro utilizzo, che, in alcune sperimentazioni boicottate da numerose scuole, servirebbe a valutare scuole, insegnanti e studenti. Con l’ovvio – e deteriore- risultato che la didattica verrebbe condizionata per fare bella figura ai quiz; non è un caso che si stia affermando sempre più l’acquisto di appositi libretti, spesso aggiuntivi rispetto all’usuale testo disciplinare.

L’utilizzo delle prove a quiz come criterio di giudizio della qualità dell’insegnamento e della scuola, a
partire dalla seconda elementare fino all’accesso all’università e alla professione docente, ha assunto ormai nel sistema scolastico e universitario italiano una centralità impressionante.

Contro questa logica hanno firmato oltre 1000 personalità di spicco del panorama culturale e artistico italiano: Luciano Canfora, Moni Ovadia, Riccardo Petrella (Rete Acqua Bene Comune), docenti universitari, artisti, ricercatori: tutti concordi nel dire che la standardizzazione indotta da tali quiz finisce per appiattire i saperi, riconducendo la scuola ad un modello aziendale, di cui misurare la produttività con rilevazioni sistematiche di carattere pseudo-oggettivo, in virtù delle quali gli apprendimenti sono beni da produrre e
fornire agli utenti.

Per difendere il ruolo culturale e la funzione sociale che, pur con tante lacune , la scuola ha svolto finora, i Cobas scuola hanno convocato uno sciopero nazionale della Scuola che si terrà il 7 maggio nelle scuole primarie, il 10 nelle scuole medie e il 16 nelle scuole superiori, date in cui saranno somministrati i test nelle seconde classi. Anche diverse associazioni di studenti della scuola secondaria superiore hanno deciso che in quel giorno non svolgeranno i quiz, in segno di protesta.

Dissentono anche molti genitori di allievi diversamente abili, che risultano ‘invisibili’ agli occhi dell’Invalsi.
Le scuole spesso invitano tali genitori a tenere a casa i propri figli o li ‘dirottano’ su altre aule, in spregio al
principio di integrazione che, al contrario, dovrebbe sempre ispirare l’azione didattico-educativa.

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