Politica_stefano dario 194Paralisi attività sedi giudiziarie: sospendere le Linee Guida già emanate e istituire un tavolo di concertazione, con tutte le categorie coinvolte che in tempi rapidi riesca ad individuare le reali sacche di inefficienza e sprechi. Il Senatore Dario Stefàno ha depositato una interrogazione al Ministro della Giustizia sulla soppressione delle giudiziarie distaccate, provvedimento che ha provocato un terremoto sul sistema Giustizia ed un aumento dei costi a carico dello Stato e dei singoli. “Emblematico – sottolinea il Senatore Stefàno – il caso della sezione di Tribunale di Tricase, in provincia di Lecce”.

La interrogazione nasce dalla applicazione della legge n. 148 del 2011 di conversione del decreto-legge n. 138 del 2011(Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo) che con obiettivi di risparmio di spesa e di incremento di efficienza prevede la riorganizzazione sul territorio degli Uffici giudiziari attraverso la riduzione di quelli primo grado e la soppressione delle sezioni distaccate di Tribunale, anche mediante accorpamento ai Tribunali limitrofi. Il successivo decreto legislativo n. 155 del 2012 ha stabilito la cancellazione di 667 Uffici dei Giudici di pace, di 31 Tribunali non coincidenti con capoluoghi di provincia e di 220 sezioni distaccate.

Il provvedimento ha coinvolto anche la sezione di Tribunale di Tricase, per la quale è stato previsto l’accorpamento al Tribunale di Lecce.

“La programmata riforma della “geografia giudiziaria” – spiega il senatore Stefàno – , che entrerà in vigore il 13 settembre 2013 sta provocando un terremoto sul sistema giustizia e su tutti gli operatori del diritto, dai dipendenti degli uffici, agli avvocati, agli stessi magistrati. Basti citare ad esempio le giornate di sciopero già proclamate dall’OUA (Organismo unitario Avvocatura), le quattordici (destinate ad aumentare notevolmente) ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale delle questioni di legittimità costituzionale delle disposizioni”.

“Da ogni parte – prosegue Stefàno – si è evidenziato che la “geografia giudiziaria” non può rientrare in una manovra finanziaria e di contenimento della spesa pubblica. Peraltro sembra non derivare alcun risparmio dalla soppressione di sedi giudiziarie (soprattutto se indiscriminata) che al contrario sembra generare nuovi costi per traslochi, indennità per il trasferimento dei magistrati, nuova edilizia giudiziaria, nonché incrementare disagi e costi per i cittadini”.

“Per restare al caso di Lecce – argomenta il senatore – il nuovo assetto giudiziario comporterà un aumento dell’800 per cento per i soli costi relativi alle notifiche ed ai pignoramenti calcolati in base alla distanza chilometrica. A conferma dell’oggettiva impossibilità, per il Tribunale di Lecce, di farsi carico, in una situazione già di collasso ed inadeguatezza degli spazi in godimento, dell’accorpamento di altre sezioni distaccate, cito il grido d’allarme lanciato dallo stesso Presidente del Tribunale, il quale non ha esitato a certificare lo stato di emergenza e ad attivare la procedura di deroga ex art. 8 del decreto legislativo n. 155 del 2012” .

“Il Ministero della Giustizia – prosegue Stefàno – ha emanato nei giorni scorsi delle stringenti linee guida con il fine dichiarato di procedere “nel più breve tempo possibile alla totale dismissione delle strutture ove sono attualmente allocati tutti gli uffici soppressi”. È evidente come la concentrazione nel solo capoluogo di provincia porti inevitabilmente alla produzione di fenomeni di grave disagio per i cittadini, con conseguente rischio di “denegata giustizia”, considerato che, secondo la giurisprudenza costituzionale, l’oggettiva difficoltà di esercizio del diritto equivale a negazione del medesimo. Basti pensare, peraltro, a quanto sarà costretto a sborsare lo Stato per i risarcimenti – già consistenti – a causa dell’irragionevole durata dei processi”.

“Pertanto- conclude Stefàno – al fine di scongiurare i paventati rischi di paralisi del sistema giustizia si dovrebbero sospendere le già emanate Linee guida ed avviare una pausa di riflessione che ripari alla cancellazione di oltre mille sedi giudiziarie, prevista in modo poco meditato, anche attraverso la proroga del termine di operatività delle sedi da sopprimere. Inoltre sarebbe utile istituire un tavolo di concertazione, rappresentativo di tutte le categorie coinvolte (Ministero, magistrati, avvocati, personale dell’Amministrazione della giustizia, Associazione nazionale comuni italiani, Unione delle province d’Italia, Regioni), che riesca in tempi rapidi ad individuare ed eliminare le reali sacche di inefficienza e sprechi sulla base di criteri oggettivi predeterminati, peraltro già individuati dall’ordinamento giudiziario di cui al regio decreto n. 12 del 1941, così evitando cancellazioni insensate e generalizzate”.

 

 

 

 

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