genova-moloSi chiamava Maurizio Potenza ed era originario di Melissano. C’è anche un salentino tra le vittime della tragedia verificatasi l’altra sera nel porto di Genova, quando la nave cargo “Jolly Nero” ha abbattuto la torre piloti situata sopra al molo Giano. L’uomo, di professione operatore radio dei piloti, aveva 56 anni. La sua famiglia si era trasferita in Liguria circa 60 anni fa, ma nel comune in provincia di Lecce vivono ancora alcuni parenti della vittima.

Si trovava nella torre di controllo, ma quello non doveva essere il suo turno di lavoro. Era stato lui a richiedere il cambio-turno ad un collega, non sapendo di andare incontro ad un tragico destino.

Sulle sorti del 56enne originario del Salento si sono rincorse voci contraddittorie.

Per una notte intera, il figlio Federico ha sperato che il padre fosse riuscito a sopravvivere, dopo avere trascorso 13 ore sotto le macerie della torre di controllo del porto di Genova. Ieri mattina, una telefonata ha cambiato tutto, facendo svanire ogni speranza: Maurizio non ce l’aveva fatta.

Insieme al salentino, le altre vittime accertate sono: Daniele Fratantonio (30 anni, di Rapallo), Davide Morella (33 anni, di Biella), Marco De Candussio (40 anni, originario di Barga, Lucca), Giuseppe Tusa (25 anni, di Milazzo), tutti e quattro militari della Guardia Costiera; il pilota Michele Robazza, 31 anni, di Livorno e l’operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, 50 anni, di Genova. Ancora due i dispersi.

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