Residui di polvere da sparo rilevati su alcuni indumenti sequestrati a Jonny Serra, il 39enne di San Pietro Vernotico, indagato per l’omicidio di Lucio Vetrugno, il 55enne di Monteroni, ritenuto un tempo esponente di spicco del clan Tornese. “Lucio della Tigre”, così come era anche conosciuto, venne freddato con un colpo di pistola all’interno della propria masseria “La Tenente”, a Copertino, il ventitre dicembre di tre anni fa. L’accertamento tecnico eseguito dal Ris, il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Roma, ha consentito di rilevare la presenza di residui di polvere da sparo su alcuni degli indumenti sequestrati a Serra subito dopo l’omicidio. Serra ricostruì quanto successo quella mattina spiegando di essere stato egli stesso ad accorgersi che Vetrugno si trovava riverso per terra in posizione prona e a dare l’allarme aspettando l’arrivo dell’ambulanza del 118. Si allontanò per poi rientrare a casa non perché avesse qualcosa da nascondere ma perché, con l’arrivo dei soccorritori, avrebbe ritenuto la sua presenza sulla scena del delitto ormai superflua. I carabinieri, però, vollero andare a fondo ed effettuarono una perquisizione anche nell’abitazione del 39enne sequestrando un asciugamano, alcuni indumenti e le scarpe. L’indagato venne anche sottoposto alla prova dello stub, un accertamento tecnico che consente di rivelare la presenza di polvere da sparo e, quindi, le tracce del reato che, però, ha dato esito negativo. I risultati degli esami di laboratorio, in ogni caso, non si devono ritenere assolutamente una prova di colpevolezza a carico dell’indagato.

F.O.

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