santa-croceLECCE – Possiamo visitare la città ammaliati dalle strade e dagli slarghi del suo rinomato centro storico o borgo antico che dir si voglia: osservando, con gli occhi in direzione del cielo, i fastigi e trionfi dei suoi palazzi e delle sue chiese o pure tra i mignani e le mensole, nei balconi, o sbirciando nei cortili e percepire, nel soave profumo di limoni e gelsomini, l’appassionante storia di una città-giardino poi diventata città-chiesa ed in seguito manifestatasi, tra ‘700 ed ‘800, tra le città meridionali, una delle più colte!

Lecce, città distinta ed aristocratica, spirituale ed intellettuale più che economica e commerciale, possiede una sua particolare classe che le proviene da secoli di vita civile. Per la bellezza ed abbondanza dei suoi monumenti e fedeltà alle sue tradizioni essa fu denominata “Atene delle Puglie” e per il Barocco leccese, è anche nota con l’appellativo di “Firenze del Sud”.

In effetti, nello stile seicentesco locale, si possono ammirare i pregevoli ornati scultorei realizzati con la duttile pietra leccese, un calcare giallo, marmoreo, omogeneo e compatto, ma decisamente morbido da poter essere lavorato con lo scalpello e l’accetta, utilizzato in diversi gioielli di precisione ed armonia e la città vecchia, racchiusa tra ciò che rimane delle antiche mura, è caratterizzata dal traffico inconfondibile di quell’epoca.

Ogni volta che pensiamo a Lecce ed al Salento non possiamo esimerci dal fare riferimento al Barocco con quel suo stile così caratteristico che incarna pienamente il simbolo del nostro territorio e di tutte le arti, configurandosi in un periodo molto particolare come quello della Controriforma protrattasi per circa tre secoli.

Esso trovò terreno fertile con la fondazione dei nuovi e numerosi ordini religiosi che tentavano d’imporre la propria autorità, con la costruzione di nuovi edifici sacri o ampliando quelli già esistenti, che attraverso le più importanti famiglie nobiliari ed i feudatari desideravano dare nuovo lustro alla città barocca fino ad allora caratterizzata da spagnoleggianti architetture che risentivano della forte influenza del limitrofo Regno di Napoli.

Ed ecco che cattedrali, conventi, chiesette, palazzi nobiliari, santuari e tante altre architetture civili divennero oggetto del nuovo stile artistico in grado di coniugare abilmente fantasia  e suggestione, senza stridere con i simboli della fede di cui architetti, scultori, capimastri, carpentieri e scalpellini, assurti ormai al ruolo di oggetti dello stile nascente, espressero uno stravagante patrimonio decorativo: chiese e palazzi videro le loro meravigliose facciate arricchirsi di mensole, colonne angolari, doccioni finemente decorati con cariatidi, grifoni, volute, decorativamente esuberanti in netta antitesi con i dettami delle correnti artistiche neoclassiche dell’epoca.

Tra i nomi più noti quello di Gabriele Riccardi, primo artefice della Basilica di Santa Croce, fortemente voluta dai padri Celestini, che ha firmato anche altri monumenti leccesi, come Santa Maria degli Angeli, San Marco ed altri palazzi il cui stile si differenziò da quello stile accademico voluto da Gesuiti e Teatini, che si rivolsero invece alle maestranze romane come Giovanni De Rosis o napoletane come Francesco Grimaldi di Oppido.

Giuseppe Zimbalo detto lo Zingarello, il più animoso e costante attore della fantasia barocca intervenne dopo il Riccardi e Cesare Penna nel secondo ordine della facciata di Santa Croce e completò il Duomo ed il campanile, rendendo spettacolare l’annessa piazza che ne è lo sfondo suggestivo.

Le numerose chiese di Lecce dalle facciate sontuose come altari all’aperto, vere vetrine di un tempo trascorso sono prevalentemente di stile rinascimentale e barocco, ed è fondamentale ricordare quelle più significative ed architettonicamente rilevanti degne di essere visitate: Santa Teresa, Sant’Anna, San Giovanni Battista o del Rosario, S.S. Niccolò e Cataldo, San Giovanni Evangelista con il Monastero delle Benedettine, Sant’Angelo, San Francesco Da Paola, San Matteo, Santa Chiara, le Alcantarine, Santa Maria della Grazia, Madonna del Carmine, la Basilica di Santa Croce, le Scalze, il Duomo, i Teatini, ed innumerevoli altre… un vero e proprio viaggio sentimentale emozionante nella cultura, tra storia, leggenda ed arte!

L’architettura civile storica leccese, artisticamente importante tanto quanto quella religiosa, è formata da costruzioni risalenti alla metà del ‘500 ed alla fine del ‘700, mentre i precedenti edifici furono totalmente ristrutturati nel periodo barocco, quelli posteriori hanno valore minore. Tra i palazzi più famosi annoveriamo: il Sedile o Palazzo del Seggio, Palazzo del Seminario, Palazzo Tinelli, Palazzo Andretta, Palazzo Tamborino-Cezzi, Palazzo Castromediano Vernazza, Palazzo Rollo, Palazzo Brunetti, Palazzo Gorgoni, Palazzo Memmo, Palazzo Loffredo-Adorno, Palazzo Carafa, Palazzo Spada, Palazzo Marrese, Palazzo Palmieri, Palazzo di Giustizia e numerosi altri.

L’incantevole Lecce offre a tutti ed in qualsiasi periodo dell’anno, infiniti ed importanti dettagli di vita vissuta tra vicoli e vicoletti silenziosi che nella notte pullulano di gente di tutte le etnìe, allietando i sensi risvegliandoli. Buone vacanze a tutti nel Salento!

 

Mariagrazia Toscano

N.B. Alcune notizie sono state tratte dal sito www.nelsalento.com  e dal testo A spasso nel Salento

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.