LECCE – Lunedì sera si riunirà il comitato provinciale di Forza Italia nella sede del coordinamento leccese: si continua a puntare sul vicesindaco Gaetano Messuti. Congedo e Marti non sono proponibili per i forzisti. Aldo Aloisi lo ribadisce, perché, secondo lui, gli uomini di fiducia del sindaco uscente potrebbero non garantire pienamente la pari dignità degli altri partiti. Il leader di Azzurro Popolare è realista: “Se proponessimo i nostri nomi interni, non riusciremmo mai a trovare un accordo che tenga unito tutto il centrodestra. Il nome di Gaetano Messuti mi sembra quello giusto, ma anche Alessandro Delli Noci potrebbe essere valutato: sono due bravi amministratori che ci farebbero sentire al sicuro”.

Il ragionamento è che pescare dalla rosa dei cinque nomi forniti dal sindaco uscente al tavolo del centrodestra possa essere molto più utile che puntare su nomi che non porteranno a nessun accordo. Il primo cittadino, che vuole garantirsi un’importante influenza sulla città, sarà messo con le spalle al muro perché non potrà più combattere per il cognato. La condivisione e l’unità sono l’obiettivo principale di Forza Italia e, mentre il segretario provinciale Paride Mazzotta ancora nicchia e si fa corteggiare da Perrone (i due si sono incontrati), tutti i dirigenti forzisti sembrano convinti che puntare sul vicesindaco sia l’unico modo per uscire dall’impasse, non avendo intercettato nessuna grande personalità, esterna al mondo della politica, disponibile a una candidatura.

Luigi Vitali, Federica De Benedetto, Andrea Caroppo, Adriana Poli Bortone e perfino gli uomini più vicini a Mazzotta, come Gianni Marra, sono pronti a dire sì a Gaetano Messuti. Insomma, tutti i vertici che contano, inclusa l’unica assessore forzista, Nunzia Brandi. Solo qualche consigliere comunale come Ripa storce il naso, perché vorrebbe che si proponesse prima un nome interno. Chiaramente il nome interno che va per la maggiore è quello di Filomena D’Antini Solero, che si dice sia molto vicina a Mara Carfagna ultimamente: il guaio è che difficilmente i fittiani diranno sì (perché  è un ex fittiana non nuova alla politica e non gode di un grande consenso). “Quella dei nomi interni è una farsa – spiega un dirigente forzista – Li faremo pro forma per poi mettere sul tavolo la soluzione Gaetano Messuti, il più suffragato nelle scorse elezioni”.

Intanto, Forza Italia spinge sul  programma, che avrà degli assi imprescindibili: marine, periferia, trasporti pubblici, emergenza abitativa e lotta alle nuove povertà. Giovedì, 10 novembre, si riunirà il tavolo del centrodestra al Tiziano: i forzisti stanno valutando se saltare la fase dei nomi interni oppure dare direttamente il nome del vicesindaco. Anche Area Popolare è pronta al dialogo ed a proporre agli alleati del PPE i suoi nomi ed i punti programmatici: si sa, però, che Mazzei punta su Messuti. Per Martedì 8 novembre è prevista la convocazione del tavolo del PPE per mettere insieme i punti programmatici e la rosa di nomi da proporre insieme con Forza Italia in esecuzione dell’accordo raggiunto tra i partiti aderenti al Partito Popolare Europeo. “Domani in occasione della presenza dell’On. Alfano a Bari per un Convegno presso l’Università LUM, avremo modo di definire ed approfondire le azioni messe in campo dal Coordinamento Provinciale per unire i partiti del PPE, iniziativa seguita con attenzione dai vertici regionali che potrebbe diventare un laboratorio politico di interesse nazionale” – annuncia il dirigente di Alleanza Popolare.

Poi, il tema dei nomi per la candidatura a sindaco di Lecce: “Lunedì tornerà a riunirsi l’esecutivo provinciale di Area Popolare – NCD per ratificare i due nomi della società civile di alto spessore culturale e morale, un uomo ed una donna, che abbiamo riscontrato riscuotono molto apprezzamento e consenso in città – spiega Mazzei – Daremo così il nostro contributo all’allargamento della coalizione, ritenendo che l’unità vada ricercata ad ogni costo. Noi la nostra disponibilità anche a convergere eventualmente su l’unico nome proposto (Gaetano Messuti) che unisce l’abbiamo già espressa. A vincere deve essere Lecce e non i singoli, con le imposizioni non si va da nessuna parte”. Paolo Perrone è stato avvertito: il sindaco è nervoso e negli ultimi giorni non sembra avere un rapporto idilliaco con alcuni suoi assessori.

Gaetano Gorgoni