NARDO’ (Lecce) – “L’uliveto secolare e monumentale della Sarparea non si tocca. Non parteciperò alla farsa di rendering e disegni scintillanti che verranno presentati nei prossimi giorni in pompose conferenze stampe e agli uffici competenti di Comune e Regione. Spettacolari disegni 3D, improbabili foto-inserimenti tra gli ulivi con photoshop, utilizzo patinato di materiali come il legno o la finta pietra a secco, serviranno solo ad ingraziarsi l’indulgenza dell’amministratore di turno”. Lo dichiara il Consigliere regionale Cristian Casili.

“Sentiremo parlare di riduzione della cubatura, di opere di mitigazione e compensazione, di minori impatti ambientali, di appartamenti ecosostenibili, di biopiscine e biolaghetti – continua Casili – Tutti termini che sono utili per mistificare la realtà e superare le finte prescrizioni imposte da amministratori che non hanno ancora compreso il PPTR, il nostro piano paesaggistico regionale che viene costantemente disatteso. Durante la mia professione di paesaggista e come componente di una commissione locale per il paesaggio, ho sentito diverse volte questi termini, salvo poi constatare che questi meschini insediamenti poco hanno a che fare con il paesaggio e l’ambiente in cui si collocano. E vorrei ricordalo, per chi ancora non ha mai visto la Sarparea di Sant’ Isidoro a Nardò, che si tratta di un oliveto tra i più importanti e storici di tutta la Puglia. Uno di quei pochi luoghi dove ancora possiamo parlare di “genius loci”.

Di fronte alle carte bollate, agli avvocati e ai tecnici della signora Alison Deighton, amministratore unico di OASI Sarparea srl, noi andiamo avanti in difesa di quel luogo. Di fronte al fiume di denaro e agli interessi commerciali degli investitori non molleremo di un passo. Non staremo al gioco dei ricatti, imposti sotto il nome dello sviluppo economico, delle opportunità per le comunità locali e il territorio, dei posti di lavoro, tutte false promesse che servono a edulcorare un progetto che cancellerà per sempre un luogo animato dalle forme antropomorfe dell’ulivo, che qui trovano la massima espressione. Anche perché il Salento non si può più permettere di consumare altro suolo, i dati parlano chiaro. La Puglia, secondo gli ultimi dati Ispra, detiene il triste primato di consumo di suolo. E la maglia nera tra le provincie pugliesi la conquista proprio Lecce, con 40mila ettari di terreno sacrificati in nome della cementificazione.

Se la signora Deighton intende seriamente investire nel Salento, si faccia consigliare meglio, scegliendo un sito già antropizzato e degradato da riqualificare e valorizzare, senza consumare ulteriore suolo agricolo. La Sarparea – conclude il Consigliere pentastellato – è un bene storico, culturale e architettonico di alto valore paesaggistico, la sua bellezza è il vero valore aggiunto”.

 

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

quattordici − dodici =