LECCE – Mentre Mauro Giliberti ufficializza le sue dimissioni in Rai per correre col centrodestra, nel centrosinistra domina il caos e la guerra tra opposte fazioni. Foresio non molla e continua a chiedere le primarie, ma Dario Stefano non se la sente di andare avanti nella guerra fra bande e fa un passo indietro. «Avverto il dovere di ribadire, ancora una volta, che non ci sono le condizioni per la mia candidatura a sindaco di Lecce – spiega il senatore ex vendoliano – Candidatura che non ho mai chiesto, né preteso. Nonostante, come senatore della città, avverta pienamente la responsabilità politica del prossimo passaggio elettorale, senza dubbio occasione per invertire un ciclo lungo 20 anni di governo del centrodestra che non ha soddisfatto le aspettative della comunità. Ho preso atto della richiesta di offrire la mia disponibilità a me pervenuta, in più occasioni, da parte di diversi esponenti del Partito Democratico cittadino, provinciale e regionale. Come pure delle sollecitazioni di tanti comuni cittadini o rappresentanti di associazioni e movimenti».

La segreteria Provinciale, però, non demorde: esiste un piano B, ma in molti pensano che non tutto sia perduto. In altre parole, Stefano con questo intervento potrebbe aver spronato tutti e magari con un intervento dei vertici romani del Pd tutto potrebbe aggiustarsi. Quindi, la segreteria provinciale interpreta l’uscita del senatore come una possibilità per sbloccare l’impasse. «Mi sento onorato dell’attenzione ricevuta da parte della segreteria cittadina, provinciale e regionale del PD. Sono tutte per me ragioni di orgoglio ma anche di responsabilità. Ringrazio davvero tutti.
Tuttavia, la complessità della sfida politica ed elettorale necessitava, a mio avviso, di una condizione essenziale di partenza (in verità essenziale per qualunque candidatura!). Cioè, la convinta unità del principale partito del centrosinistra, prima, e dell’intera coalizione, poi, a sostenerlo».È questo il tasto dolente: come puntualizzato nei nostri precedenti articoli, Stefano cerca l’unanimità, ma in molti gli rispondono picche.
«Serviva manifestare un senso di coesione, condivisione, concordia, disponibilità tra tutti noi che ci riconosciamo nella esperienza e nei valori del centrosinistra. Ecco, credo che questa sarebbe stata l’unica ragione che mi avrebbe potuto far cambiare idea. Ma quella unanimità non c’è mai stata e questa circostanza ha impedito che arrivasse a me personalmente, e all’intera coalizione, una proposta ufficiale e non una semplice richiesta di disponibilità. Questo lo scenario dinanzi al quale sento il dovere non solo di ribadire di non aver mai proposto o chiesto la candidatura, ma anche di non voler essere assolutamente motivo di divisione. Tutto il mio sforzo in questi mesi – è noto – è rivolto a ritrovare dentro il centrosinistra nazionale e locale le ragioni di un’alleanza tra il PD e le altre forze del progressismo. Non abbiamo bisogno di lacerare e dividere un campo di forze già attraversato da troppe inutili tensioni, perché legate a vicende lontane dalla città».

Insomma, il senatore lancia un messaggio chiaro: non ci sta a bruciarsi con una candidatura non condivisa. Stefano vorrebbe l’impegno personale di tutti (compresi quelli che non lo vedono di buon occhio) per vincere la sfida nella roccaforte del centrodestra. «In tal senso mi spendo, con tutte le energie possibili, per contribuire alla ricerca complicata di una soluzione per dare una candidatura unitaria per Lecce, capace di segnare una novità e un’opportunità concreta di cambiamento – continua il senatore – Allo stesso modo, spero prevalga in tutti la stessa voglia di far vincere il centrosinistra a Lecce.
Mi auguro che queste mie parole possano definitivamente chiudere ogni ulteriore ambiguità su questa vicenda, affinché ognuno si assuma la responsabilità sulle scelte da compiere e sostenere».

Gaetano Gorgoni

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