LECCE – Venerdì 13 gennaio, alle ore 18.00, presso la Libreria Adriatica, Sala letteraria ‘Mino Carbone’ (Piazza Aymone, 7-7/a, Porta Napoli, Lecce), verrà presentato “Il dio danzante – delitto nel Salento”, il nuovo romanzo del cronista e scrittore salentino, Cesario Picca.

Ne parleranno con l’autore:

  • Giampiero Nascimbeni, magistrato distrettuale requirente Procura generale di Lecce;
  • Massimo Barbano, vice capo della redazione di Lecce della Gazzetta del Mezzogiorno;
  • Manuela Guadalupi, avvocatessa del Foro di Lecce.

La trama:

La fuga di un pericoloso ergastolano dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce accende la miccia, ma poi il nuovo giallo di Cesario Picca, Il dio danzante – delitto nel Salento, (dal famoso sciamano neolitico che domina nella Grotta dei Cervi) si autoalimenta e tiene attaccato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Le serrate indagini per catturare l’evaso si intrecceranno con quelle per recuperare un ingente bottino di lingotti d’oro, frutto di una sanguinosa rapina ai danni di un furgone portavalori, e con le storie dei personaggi di questo thriller serrato. Sullo sfondo, stavolta, c’è il Salento con la sue storie di sangue che riemergono dai tempi lontani della Scu, con le sue ricchezze, con i giochi di potere e con la sua magia.

Il protagonista è ancora una volta il cronista salentino Rosario Saru Santacroce, già conosciuto in Tremiti di paura (incentrato su un femminicidio, triste argomento dei nostri tempi) e in Gioco mortale – delitto nel mondo della trasgressione (che svela i retroscena che caratterizzano il mondo della licenziosità). Saru svela ai lettori i meccanismi dell’informazione, fa leggere loro veri articoli di cronaca e riporta alla luce fatti realmente accaduti.

È un personaggio esplosivo, razionale, qualche volta rude e politicamente non corretto. È genuino, schietto e sincero. Va dritto alla sostanza anche se non disdegna la forma; ama la vita, odia la falsità, l’ipocrisia e il finto buonismo. Il suo amore per il Salento traspare attraverso il gusto per la buona tavola, i prodotti e i piatti tipici, i modi di pensare e di dire, i luoghi e i ricordi. Come nelle precedenti due avventure anche qui si intrecciano fantasia e realtà, cronaca e racconto, storia e attualità. Con le sue riflessioni e con il colpo di scena finale sarà inevitabile constatare quanto sia difficile o quanto meno problematico fare i conti con le proprie certezze e con le proprie convinzioni.

L’autore

Cesario Picca vive tra il Salento e Bologna. Per oltre vent’anni si è occupato di cronaca nera e giudiziaria muovendo i primi passi da cronista prima nella redazione della Gazzetta del Mezzogiorno con l’allora responsabile Domenico Faivre e poi in quella del Quotidiano con il vice direttore vicario Antonio Maglio. La strada è stata la sua casa, le lancette dell’orologio la sua schiavitù, i fatti da raccontare il suo dio, il pubblico e i lettori i suoi unici padroni. Non c’erano né feriali, né festivi; né vita privata, né sociale. Né caldo, né freddo; né pioggia, né vento; né neve, né tempesta che potessero fermarlo nella folle corsa alla ricerca di una storia da raccontare.

Tante le serate al cinema o al teatro immancabilmente rovinate da un episodio di cronaca. Tanti i sabati sera trascorsi al pronto soccorso o davanti a una caserma dei carabinieri o sotto gli uffici della Questura. Tante le giornate a ‘pascolare’ in Procura o in Tribunale. Nel 2002 è stato insignito del premio ‘Piero Passetti – cronista dell’anno’ e nel 2005 ha pubblicato il saggio giuridico Senza bavaglio – l’evoluzione del concetto di libertà di stampa. Ora si dedica esclusivamente ai suoi gialli e al suo protagonista Rosario Saru Santacroce. È stato relatore o moderatore in numerosi convegni e ha partecipato a molte trasmissioni radio televisive.

 

 

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