Foto di repertorio

LECCE – Tre patteggiamenti per il carico di droga bloccato in parte all’ingresso di Lecce e in parte all’interno di un deposito alla periferia di Surbo. Davanti al gip Antonia Martalò hanno chiuso il proprio conto con la giustizia Oristo Tatti, 61 anni, di Lanuzio (comune in provincia di Roma) e i due rumeni Rodof Luzaj, di 26 anni ed Elvin Kamo, di 37; il primo ha patteggiato 4 anni; i due connazionali, invece, 3 anni e 6 mesi. In manette finirono anche altre tre persone: Vito Massimo Guida, 57 anni, di Lecce e gli albanesi Fatmir Xhelili, 35 anni; Gezim Arberi, 48 anni, con residenza nel capoluogo salentino nel quartiere Stadio. Complessivamente l’8 settembre scorso i finanzieri del Gico (Gruppo investigativo della criminalità organizzata) del Nucleo di polizia tributaria sequestrarono due tonnellate e 700 chili di marijuana; un carico che, al dettaglio, avrebbe potuto fruttare anche 20 milioni di euro.

Il blitz scattò all’ingresso di Lecce. I finanzieri fermarono una Fiat Croma all’altezza dell’hotel Tiziano guidata da Oristo Tatti. Alla vista dei militari, il romano manifestò un ingiustificato nervosismo. Gli investigatori decisero così di approfondire i controlli con una perquisizione in auto. All’interno di un sacco trasportato nel portabagagli venne trovato un carico di marijuana: 95 chili. Gli accertamenti si estesero. I finanzieri raccolsero informazioni che li portarono nella zona industriale fra Lecce e Surbo nel deposito di uno spedizioniere internazionale. E lì, fra un via vai frenetico di pacchi, camion e personale, bloccarono altre due tonnellate e 600 grammi sempre di marijuana. Per i presunti trafficanti scattarono le manette con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantitativo.

L’avvocato Alessandro Costantini Dal Sant, legale dei due rumeni, ha evidenziato come i due connazionali non abbiano partecipato nè all’organizzazione e neppure al trasporto della sostanza. Per i tre imputati la difesa (nel collegio compare anche l’avvocato Umberto Leo) ha presentato istanza di scarcerazione su cui c’è già il parere favorevole del pm Maria Vallefuoco.

F.Oli.

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