LECCE – Chi sono i “Giovani Neet? Sono giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano. Il fenomeno in Italia assume contorni preoccupanti anche perché i soggetti coinvolti, di frequente, scivolano in una spirale di corrosione progressiva della propria condizione non solo economica, ma soprattutto emotiva e relazionale. Alcuni di essi si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas e manifestano una condizione in cui si combinano passività, disorientamento, recriminazione.

Il volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale”, di Walter Nanni (Responsabile dell’Ufficio Studi Caritas Italiana) e Serena Quarta (assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento), Edizioni Lavoro, riporta i risultati di un’indagine nazionale sui “Giovani Neet” (Not in Employment, Education and Training) che si rivolgono direttamente o tramite i loro familiari ai Centri di Ascolto Caritas.

Il volume verrà presentato a Lecce, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18 nella sala conferenze dell’antico seminario di Piazza Duomo, nel corso di un incontro promosso dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento in collaborazione con Caritas Italiana e con l’Arcidiocesi di Lecce. Aprirà i lavori il professor Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento. Insieme con gli autori, interverranno il professor Emiliano Sironi dell’Istituto “G. Toniolo”, che ogni anno pubblica il Rapporto sulla condizione giovanile in Italia e il dottor Sebastiano Leo, Assessore alle Politiche per la Formazione e Lavoro della Regione Puglia. Concluderà i lavori l’arcivescovo di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio.

“Obiettivo della ricerca – sottolineano gli autori – è stato quello di approfondire la duplice condizione di svantaggio sociale che colpisce quei giovani che, oltre ad essere esclusi dallo studio, dalla formazione e dal lavoro, provengono anche da contesti familiari di disagio e povertà”.

L’indagine rappresenta una novità assoluta nel panorama scientifico poiché per la prima volta prova ad approfondire il tema dei “Neet” utilizzando più metodologie, in particolare viene adottato l’approccio qualitativo innovativo dello shadowing (tecnica qualitativa sperimentale di osservazione). È stata svolta un’analisi statistica nazionale su 1749 “Neet utenti” dei servizi Caritas; 51 interviste biografiche in profondità distribuite per macro aree territoriali; tre esperienze di shadowing.

La ricerca, infine, ha permesso di porre l’attenzione su manifestazioni del fenomeno “Neet” difficili da analizzare ma anche da intercettare perché mimetizzate in circuiti di disagio sociale cronico sommerso.

 

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