SANARICA (Lecce) – Una corsia privilegiata per un candidato in un concorso indetto dal Comune grazie ad una parentela pesante con alcuni imputati eccellenti. E i presunti favoritismi avrebbero dato la stura ad una battaglia a colpi di carte bollate poi sfociata in un’inchiesta penale. Per lo scandalo che ha investito il Comune di Sanarica l’udienza preliminare si è sfilacciata in due tronconi. In tre hanno scelto il rito abbreviato: Fabio Ferrari, 46 anni, di Lecce, nelle vesti di componente della Giunta comunale di Sanarica che ha adottato la delibera; Luca Perrone, 41, di Sanarica, segretario e Alessandro Marzo, di 49, di Minervino, componente esperto della materia.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 8 marzo mentre per tutti gli altri imputati il gup Carlo Cazzella scioglierà le riserve sulla richiesta di rinvio a giudizio il 25 gennaio prossimo. Sul banco degli imputati rischiano di finire: Marco Rizzo, 50 anni, di Lecce, in qualità di segretario del Comune di Sanarica e Presidente della Commissione esaminatrice; Alessandra Tafuro, 41 anni, di Trepuzzi e Michele Tetro, 46, di Bari, componenti della Commissione; Francesco Miggiano, 66, di Otranto, altro Presidente della Commissione esaminatrice.

E poi ancora: Maria Grazia Accoto, 48, di Minervino; altro componente “esperto della materia”; Vittorio Aprile, 66, di Maglie, nella qualità di sindaco; Cosimo Maggiulli, 71, di Sanarica,  Riccardo Pasquale Nuzzachi, 37, di Sanarica; Emilio Miggiano, 66, di Sanarica; Luigi Stefano, 50, di Uggiano La Chiesa; Fabio Ferrari, Gli imputati rispondono, a vario titolo di abuso d’ufficio e falso. Il Comune di Sanarica si è costituito parte civile con l’avvocato Salvatore Corrado così come la candidata “scippata” a suo dire di un incarico che per meriti le sarebbe spettato di diritto (rappresentata dall’avvocato Giuseppe Pellegrino).

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, si è incentrata sulla copertura a tempo indeterminato di un posto part-time di istruttore amministrativo. Gli inquirenti si sono soffermati sulla prima prova scritta sostenuta dai candidati conclusa con l’assunzione di un aspirante nonostante l’elaborato di una seconda candidata fosse maggiormente ricco di contenuti. Un orientamento che avrebbe poi trovato una sponda in una specifica sentenza del Tar. E una condotta illegale sarebbe stata assunta nella valutazione della seconda prova quando la Commissione esaminatrice avrebbe falsamente attestato che l’esame del candidato “favorito” si dovesse ritenere sufficiente. Una corsia privilegiata per l’aspirante che avrebbe usufruito della stretta amicizia con alcuni imputati.

In questa cornice investigativa viene collocata la posizione dell’allora primo cittadino. Secondo le indagini, l’allora fascia tricolore avrebbe assicurato la l’assunzione e la permanenza del candidato all’interno dell’Amministrazione Comunale di Sanarica con funzioni di istruttore amministrativo a tempo indeterminato nonostante la sentenza del Tar e una espressa e motivata diffida da parte del legale del concorrente estromesso. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Corleto; Luigi, Mauro Finocchito; Arcangelo e Alberto Corvaglia; Michele Gorgoni; Raffaele Di StasoAlessandro StomeoEster Nemola e Fiorenzo Luchena.

F.Oli.

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