GALATONE (Lecce) – Grandi polemiche dietro la decisione, presa dalla Provincia di Lecce, di approvare l’insediamento di un nuovo impianto di compostaggio in un’area ricadente nel comune di Galatina, in Località “Le Bruciate”, a confine con il comune di Galatone.

L’ente locale, di competenza in materia di autorizzazione di questi impianti, nei giorni scorsi, aveva, infatti, portato a termine, durante la Conferenza dei servizi a Palazzo dei Celestini, il procedimento di valutazione di impatto ambientale, dando l’autorizzazione per l’insediamento di un impianto di produzione di compost, proposto dalla società Salento Riciclo, che già gestisce la discarica di inerti contenenti amianto, in località Vignali – Castellino in agro di Galatone.

Dura la reazione da parte del Sindaco Livio Nisi e dei due attuali candidati Sindaci, Flavio Filoni e Giovanni Alemanno, in un rimpallo di colpe e accuse che inasprisce una campagna elettorale, avviata da poche settimane, e che vedrà eleggere il nuovo Primo Cittadino nella prossima primavera.

“Sull’impianto di compostaggio che sorgerà a cavallo tra Galatone e Galatina, la mia amministrazione ha sempre messo i paletti e non intendiamo arrenderci” dichiara il Sindaco Livio Nisi. “La salute prima di tutto – afferma il primo cittadino – non come sterile slogan, ma con i fatti. Ho inviato una lettera al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone affinché tenga conto del parere negativo espresso dal Comune di Galatone e al commissario straordinario di Galatina, Guido Aprea, perché sia accanto a noi in questa battaglia a tutela della salute pubblica. Su questi temi non si scherza e non possono essere oggetto di strumentalizzazione. Al presidente Gabellone ho voluto sottolineare la presenza, sul territorio comunale di Galatone, di ben quattro siti di smaltimento e i dati sull’incidenza del rischio di tumore al polmone che non possono essere tenuti in considerazione solo per fare studi e ricerche sulle cause che li determinano.

L’impianto di compostaggio è necessario per chiudere il ciclo dei rifiuti, ma Galatone ha già fatto la sua parte. In ogni caso il nuovo sito dovrebbe accogliere rifiuti aziendali e non domestici, di conseguenza la falla nel sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani rimarrà visto che la Regione non ha mai realizzato gli impianti di compostaggio e in più ha penalizzato i comuni con l’ecotassa. Galatone si è fatta sentire, ma ora chiedo a tutti i cittadini di sostenere questa sacrosanta battaglia. Faremo partire una raccolta firma per chiedere che l’impianto non sia attivato, perché Galatone sopporta già un pesante carico ambientale”.

Flavio Filoni

Accuse pesanti vengono, invece, rivolte contro il Primo Cittadino dal candidato sindaco Flavio Filoni, che assieme alla sua coalizione “Costruiamo Insieme” (Partito Democratico, CambiaMenti, UDC, Insieme per Galatone, Galatone Protagonista e #lamegliogioventù), ha voluto a suo modo informare i cittadini sulla questione spinosa convocando una conferenza stampa, svoltasi ieri pomeriggio nel comitato elettorale di via XX Settembre: “Il Sindaco di Galatone si dispera, solo sulla carta – dichiara il candidato Sindaco Filoni – adesso allarga le braccia, altre volte ha avuto fretta di mettere mani e braccia avanti.

Il comportamento tenuto dal primo cittadino non è stato lineare e limpido. Dobbiamo, infatti, sottolineare che ancora una volta l’Amministrazione del Sindaco Nisi informa i suoi cittadini sempre dopo l’accaduto e in particolare si rivolge a loro dicendo di essere preoccupato perché nulla può fare davanti a queste scelte di carattere provinciale. In realtà, vogliamo ricordargli che questa amministrazione tre anni fa ci ha regalato l’impianto a biogas. Noi all’epoca siamo scesi in piazza per manifestare il nostro dissenso.

Il nostro territorio sopporta così un pesante carico ambientale a causa dell’amministrazione Nisi, che oltre al biogas, ha anche dato il via libera all’ampliamento della discarica di amianto. Adesso è facile ergersi a paladino della salute solo perché siamo a ridosso delle elezioni”. E ancora “Noi abbiamo lanciato già delle proposte concrete perché abbiamo intenzione di utilizzare dei referendum consultivi per le tematiche ad alto impatto ambientale. Messaggi che abbiamo lanciato per primi, e che sono stati ripresi da altri candidati sindaci che sono stati assenti dalla scena politica per queste problematiche di pubblico interesse. Dove sono stati questi candidati sindaci negli scorsi anni? Noi ci mettiamo la faccia da sempre, abbiamo fatto esposti, siamo scesi in piazza, abbiamo informato la gente e vogliamo dare sicurezza ai cittadini”.

Giovanni Alemanno

Dichiarazioni, quelle del candidato Sindaco Filoni, che lanciano anche accuse nei confronti dell’altro avversario politico Giovanni Alemanno, candidato Sindaco alle prossime amministrative, e anche lui sostenitore di un referendum popolare come soluzione per le tematiche ambientali: “Ancora una volta Galatone paga il tributo della propria indolenza e ignavia di fronte a situazioni e problematiche che in altri luoghi avrebbero provocato una sommossa popolare – scrive nel comunicato stampa il candidato Sindaco Alemanno – non basta accettare quelle che sono le regole del gioco, la Provincia autorizza ed il gioco è fatto! Si infiltrano in casa nostra senza chiedere il permesso a nessuno.

Viene spontaneo chiedersi, poi, per quale motivo il nostro Paese debba subire costantemente le volontà altrui a dispregio della democrazia. Il diniego all’insediamento più o meno elasticizzato e non vincolante, da parte dell’Amministrazione, è giustificazione quantomeno molto debole per affrontare seriamente e con coscienza tale problema. Abbiamo bisogno di sentire la gente, di assicurarci che non ci siano ricadute di GAS maleodoranti e del conseguente impatto nelle zone circostanti, al fine di esprimere attraverso la gente il nostro consenso. Abbiamo bisogno di un referendum popolare e abbiamo bisogno di un Sindaco che non può assumere l’atteggiamento da Ponzio Pilato”.

 

Sandra Papa

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