LIZZANELLO (Lecce) – Quarantatrè indagati nell’inchiesta ribattezzata “Federico II” con cui venne smantellato il 12 dicembre scorso un presunto sodalizio italo-albanese dedito al traffico di ingenti quantitativi di eroina, cocaina e marijuana. Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Guglielmo Cataldi ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari ai presunti componenti. L’inchiesta, condotta dagli agenti della Dia, è figlia delle precedenti operazioni “Augusta” e “Network” e vede ancora al centro delle indagini il gruppo “Vernel”, gravitante attorno alla figura di Andrea Leo di Vernole. Il mercato della droga sarebbe stato il business del clan mafioso capeggiato da Leo, ma con una gestione familiare: sono infatti coinvolti nell’inchiesta anche la compagna Maria Valera Ingrosso e il cognato di lei Alessandro Antonucci. Fondamentale si è rivelata la microspia piazzata in casa di Gabriella De Dominicis, moglie del detenuto Massimo Signore, mentre si trovava agli arresti domiciliari: ha captato il via vai di indagati.

Le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione e spaccio, vengono contestate ad Alessandro Antonucci, 26, di Lizzanello; Adriano Alessio, 43, di Lizzanello; Bilal Bocaj, 49, di nazionalità albanese ma residente a Poggiardo; Cristian Alfarano, 43, di Brindisi; Kristaq Boci, 46, di Valona; Francesco De Cagna, detto “quello della benzina”, 49, di Scorrano; Ortis Banda, 36, di origini albanesi residente a Maniago; Antonia Gabriella De Dominicis, 54, di Merine, frazione di Lizzanello.

Poi ancora: Francesca De Dominicis, 47, di Merine; Pellumb Drenova, 56, di origini albanesi residente a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza; Giuseppe Grasso, detto il “Pelato”, 47, di Lecce; Alessandro Greco, detto “Alessandrino di Santa Rosa”, 33, di Lecce; Klaid Hasanaj, detto “il cavallo e Claudio”, 48, di origini albanesi residente a Lecce; Maria Valeria Ingrosso, 37, di Merine, frazione di Lizzanello; Cosimo Candita, 51, di San Pietro Vernotico; Gianluca Candita, 44, di San Pietro Vernotico; Andrea Leo, detto “Vernel”, 45, di Vernole, considerato il capo e già detenuto; Antonio Leto, 26, di Caprarica di Lecce; Mario Mandurrino, 28, di Lecce; Giuseppino Mero, detto quello dai capelli lunghi, 52, di Cavallino; Angelo Montinaro, 46, di Caprarica di Lecce; Francesco Mungelli, 39, di Lecce; Umberto Nicoletti, detto Roberto, 39, di Lecce; Emiliano Sulka, 23, di Lizzanello; Damiano Pierpaolo Vignacastrisi, 31, di Matino; Paola Caputo, 28 anni, di Racale; Brenda Potenza, di 29, di Taviano.

Infine: Carmelo De Pascalis, 53, di Cavallino originario di Trepuzzi; Pierluigi Pierri, 28, di Torre San Giovanni, frazione di Ugento; Luca Giannone, 40, di Calimera; Antonio e Mario Accogli, rispettivamente di 43 e 41 anni, di Scorrano; Adriano Alessio, 43, di Lizzanello; Alessandro Caldiron, 34, di Cellino San Marco; Nicolò Capone, 22, di Lizzanello; Anila Hasanaj, 46, di origini albanesi ma residente a Lecce; Floarea Lingurar, 54, di origini rumane residente a Roma; Cosimino Maggio, 48, originario di Minervino ma residente a Reggio Emilia; Tommso Tria, 33, di Castromediano; Vincenzo D’Ignazio, 39, di Brindisi; Pellumb Drenova, 56, albanese, residente nel vicentino; Luciano Pagano, 42, di Brindisi; Cristian Quarta, 38, di San Pietro Vernotico; Yuri Rosafio, 39, di Brindisi; Gianluca Antonio Spiri, 42, di Racale. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Pantaleo Cannoletta; Giancarlo Dei Lazzaretti; Gabriella Mastrolia; Ladislao Massari; Raffaele Benfatto; Umberto Leo; Silvio Verri; Donata Perrone; Stefano Prontera; Mario Ciardo; Giuseppe Presicce; Francesca Erroi; Antonio Bolognese; Antonio Sergi; Fabrizio Pisanello; Elvia Belmonte; Francesca Conte; Giuseppe Rampino; Cosimo Rampino; Giovanni Gabellone e Giuseppe Gennaccari.

F.Oli.  



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