TRICASE (Lecce) – Sono stati individuati i due presunti responsabili delle rapine, una tentata e l’altra riuscita, che si sono verificate a distanza di pochi minuti una dall’altra. Uno dei due fermati è il classico insospettabile che si sarebbe ritrovato inconsapevolmente immischiato in faccende pericolosissime senza poter far nulla per fermare il complice. Si tratta di Salvatore Donato Ardito, 66 anni di Montesano Salentino, maresciallo dell’aeronautica in pensione. identificato è stato accompagnato in caserma. Ha collaborato con le forze dell’ordine in un lungo interrogatorio alla presenza del proprio avvocato difensore Tony Indino.

Il suo racconto è stato ritenuto credibile. E’ stato rimesso in libertà dal pubblico ministero Roberta Licci per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. Il complice, invece, è stato confinato ai domiciliari. Si tratta di Vincenzo Piccinni, 39 anni, di Tricase, considerato l’autore materiale delle due rapine. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Tricase con la collaborazione dei colleghi di Maglie. Il primo colpo si è consumato intorno alle 11,30 a Lucugnano (frazione Tricase). La rapina è stata solo tentata. Piccinno e Arditi si sono allontanati senza bottino. Sono stati messi in fuga con ogni probabilità  dal vetro antisfondamento a protezione dei locali “di servizio” e dal sangue freddo dei dipendenti nonostante Piccinni avesse mostrato una pistola.

I due uomini sono scappati a bordo di una Lancia Y scura in direzione nord. Le testimonianze raccolte e le immagini del sistema di videosorveglianza hanno consentito ai carabinieri di risalire al proprietario dell’auto (risultato un incensurato di Tricase). Nel frattempo, presso un altro ufficio postale a San Cassiano si era già verificata un’altra rapina. Il bandito ha agito a volto scoperto. Aveva simulato un malore per ingannare  i dipendenti e farsi portare all’interno dei locali protetti dal vetro antisfondamento; una volta giunto oltre le barriere, “gha gettato la maschera” e utilizzando la pistola che portava con sé ha minacciato il direttore e gli addetti costringendoli a farsi consegnare la somma di circa 10mila euro. Le analogie con i colpi hanno alimentato i sospetti di ritrovarsi di fronte agli stessi banditi. Effettivamente, i dipendenti dell’ufficio postale hanno riconosciuto Piccinni come un cliente “abituale” e che in tempi recenti aveva anche fatto operazioni al bancomat e allo sportello.

I due uomini sono stati così intercettati poche ore dopo nelle vicinanze dell’abitazione dell’autore materiale. Piccinni è riescito ad allontanarsi. I carabinieri, invece, hanno bloccato Arditi che, in caserma, ha confessato di essere stato in compagnia di Piccinni per tutta la mattinata e di aver “visitato” i due uffici postali in questione.

L’epilogo della vicenda in serata, quando il 39enne si è presentato presso la caserma dei carabinieri di Tricase insieme al suo legale di fiducia, per ammettere le proprie responsabilità e collaborare. Ha aiutato i militari a ritrovare i giubbotti utilizzati per la rapina, dei quali si era liberato subito dopo il colpo unitamente all’arma, nonché la scatola dell’arma giocattolo acquistata pochi giorni prima presso un negozio di Maglie. Le indagini continueranno nelle prossime ore per verificare se i due siano stati anche gli autori di altri colpi simili messi a segno nei mesi scorsi nel sud Salento.

 

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