CAMPI SALENTINA (Lecce) – Nuova sentenza nella delicata inchiesta sulle presunte sevizie riservate ad un minorenne disabile di Campi Salentina da un branco di bulli. Matteo Occhineri ha patteggiato 2 anni e 2 mesi di reclusione (pena sospesa) davanti al gup Antonia Martalò. La pena è stata ritenuta congrua dal giudice dopo l’accordo tra l’avvocato difensore Michele Palazzo e il sostituto procuratore Angela Rotondano. Il 22enne di Campi Salentina era accusato di stalking, violenza privata e sequestro di persona ed era considerato il regista del filmato. Le stesse accuse sono state contestate ai compaesani Riccardo Cassone e Edoardo Tauro (arrestati e nel frattempo processati con sentenza di patteggiamento) e a un terzo bullo all’epoca dei fatti 17enne (per il quale il Tribunale per i Minorenni ha disposto la messa alla prova che prevede una serie di attività di volontariato).

Il fatto di cronaca fece il giro d’Italia provocando lo sdegno e l’indignazione generale. L’episodio di bullismo risale al novembre del 2014. Il minore disabile venne legato con una catena al cancello della chiesa “Santa Maria delle Grazie”. Poi i bulli costrinsero il giovane (neppure 13enne) a fumare urinandogli anche sulle gambe. L’attività dei carabinieri della stazione di Campi Salentina è stata avviata dopo la visione di un filmato di circa due minuti postato su WhatsApp in cui una compagna di classe riconobbe il giovane disabile.

Sono scattati ascolti, interrogatori, acquisizioni di testimonianze che, in breve, hanno consentito di stringere il cerchio attorno ai presunti aguzzini. Subito dopo gli arresti di Cassone e Tauro, il cono delle indagini si è notevolmente allargato identificando altri quattro giovani presenti (ma non partecipi) alle azioni di sevizie compiute sul ragazzino. I genitori del ragazzino sono assistiti dall’avvocato Cosimo Casaluci.

F.Oli.

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