NEVIANO (Lecce) – Un impianto di compostaggio da 50.000 tonnellate annue di rifiuti per poco più di cinquemila abitanti: questo il progetto finito sotto la lente di ingrandimento dell’amministrazione Cafaro, per il Comune di Neviano. Un cospicuo gruppo di cittadini si è però dichiarato assolutamente contrario all’impianto di compostaggio nel paese, lo scorso venerdì 17 marzo, nel corso di una riunione informale volta a contrastare il progetto. I cittadini erano affiancati da diverse associazioni e dai consiglieri comunali all’opposizione, Cosimo Pellegrino, Luigi Stifani e Anna Chiara Tundo. Nel corso di tale adunata si è cercato di affrontare un embrionale studio di sostenibilità ambientale, grazie alla presenza dell’ingegnere Antonio De Giorgi, componente del direttivo della sezione Sud Salento di Italia Nostra.

Dal quadro emerso, secondo gli oppositori, il progetto contiene alcune, gravi difformità, come quella delle distanze rispetto a case sparse e rispetto al centro urbano, non in linea con il PUG. La paura è che, per eliminare il vincolo di tali difformità, si realizzi un impianto per rifiuti speciali “in casa” (la domanda di smaltire rifiuti speciali promana dal Nord), camuffato da impianto di compostaggio, sobbarcandosi una grossa tolleranza di impurezze e quindi non consentendo di realizzare il compost di qualità.
Lo stato dell’arte degli impianti di compostaggio prevede la parte anaerobica, seguita necessariamente dalla parte aerobica, altrimenti si rischia di spargere batteri come il botulino. Pertanto, realizzare un progetto che preveda solo la parte anaerobica potrebbe essere molto pericoloso, se non c’è la parte aerobica in coda.
L’ ingegnere De Giorgi suggerisce, in conformità con il parere del consigliere regionale pentastellato Cristian Casili, di fare delle osservazioni da analizzare in sede di conferenza di servizi e di istituire un comitato volto a bloccare il progetto, che abbracci i vari comuni limitrofi: oltre a Neviano, sono interessati in linea d’area anche i Comuni di Tuglie, Galatone, Collepasso, Parabita, Aradeo e Seclì.

Dal canto suo, la sindaca Silvana Cafaro ci avvisa che per ora si tratta solo di una proposta e che si sa ben poco di questo impianto, ma ci assicura che si tratta di un compostaggio che produrrà “humus” (secondo il sistema dell’economia circolare) e che vigilerà perché tutto sia in regola e affinché l’ambiente sia salvaguardato. <<Coinvolgeremo la cittadinanza prima di prendere qualsiasi decisione e se, studiando il progetto, troveremo qualcosa di negativo, lo arresteremo>>, incalza Raffaele Birtele, vicesindaco di Neviano, con delega all’ambiente.

Dal momento che esiste già un impianto pubblico a Cavallino, in grado di coprire buona parte dei rifiuti della provincia, molti si chiedono perché installare impianti privati, i quali, se non riusciranno a prendere i rifiuti dalla zona, per rientrare saranno costretti a prelevarli da fuori, per fare “business” (perché è questo l’interesse primario del privato). E su questo la Sindaca dà una risposta “tranchant”: <<Se aspettiamo impianti pubblici, è chiaro che il compostaggio lo facciamo tra vent’anni e che nel frattempo saremo sommersi dai rifiuti>>.
In definitiva, l'”iter” è solo avviato: non sappiamo ancora nello specifico quali autorizzazioni giungeranno dalla Regione.

Julia Pastore

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