LECCE – È considerata una delle opere più eseguite di tutto il repertorio classico. A partire dal 1972, inoltre, un brano del movimento finale di questo incredibile capolavoro, riadattato da Herbert von Karajan e conosciuto comunemente come Inno alla gioia, è diventato l’inno ufficiale dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Venerdì 21 aprile, ore 21.00, la grande musica torna in scena nel teatro Apollo con l’esclusivo evento della Sinfonia n.9 in re minore per soli, coro e orchestra di Ludwig van Beethoven.

Ritenuta uno dei più grandi capolavori del compositore, la sinfonia è stata la prima maggiore composizione sinfonica con voci. «Sarà un’esplosione di gioia, un felice presagio per il teatro Apollo che non può rimanere una cattedrale nel deserto – ha commentato il direttore artistico della manifestazione Katia Ricciarelli, durante la conferenza stampa di presentazione – Vogliamo puntare sulla qualità, perché alla lunga questo impegno sarà premiato. Lecce merita la qualità».

Il concerto, diretto dal maestro Daniel Oren ed eseguito dall’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari e dal Coro Lirico di Lecce diretto da Emanuela de Pietro, con le voci soliste del tenore Francesco Zingariello, del soprano Adriana D’Amato, del mezzosoprano Antonella Colaianni e del basso Giuseppe Naviglio,
sottolinea l’attaccamento di Katia Ricciarelli per Lecce e il suo impegno tangibile per le sorti del Teatro Apollo che, dopo una chiusura trentennale, è finalmente tornato a nuova vita.

Puntare sulla qualità, quindi, come elemento distintivo per una produzione artistico musicale che si distingua dalle altre, da proporre ad un pubblico colto ed interessato. Ed è proprio sulle sorti dell’Apollo che Paolo Perrone, sindaco di Lecce, si sofferma mettendo in evidenza come quest’ultime siano legate a doppio filo ai fondi provenienti dalla regione Puglia. «Questo teatro ha la necessità, al di là di quale sarà la governance, di conoscere le risorse su cui potrà contare in futuro – dice Perrone – Questo è un evento importantissimo che il comune ha finanziato con 40.000 euro. Sarà l’ultima cosa che potremo fare quest’anno se non arriveranno sostegni da parte della regione. Il teatro Apollo nasce come attrattore culturale, deve servire a rafforzare la capacità di attrattiva del nostro territorio e, allo stesso tempo, deve dare a tantissimi nostri concittadini la possibilità di accesso a un’offerta culturale di grandissimo respiro. Questo è quello che immaginavo ma, da soli non ce la possiamo fare».

Nel suo intervento, Paolo Perrone ritorna a parlare della Fondazione a cui sarà affidata la parte gestionale del teatro. «Ho avuto interlocuzione con Paolo Carpentieri, Capo dell’ufficio legislativo del Ministero beni e attività culturali col quale abbiamo discusso delle modalità costitutive della Fondazione. Devo dire che abbiamo trovato assoluta condivisione da parte del ministero dei Beni Culturali. È chiaro che l’interlocutore non può che essere la Regione Puglia che ha le chiavi dei fondi comunitari e quindi senza la regione difficilmente riusciremo a concretizzare le aspettative di cui abbiamo parlato».  Uno degli interlocutori privilegiati di questa nascitura Fondazione sarà il Conservatorio “Tito Schipa” ha tenuto a ribadire Paolo Perrone, sempre nell’ottica di una costruttiva sinergia tra le principali istituzioni culturali che, lavorando insieme, daranno slancio e prestigio artistico culturale al territorio.

 

Marcella Negro

 

 

 

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