TREPUZZI – È finita presto la storia della Casa della Musica Livello 11/8: finiti i soldi, saltata la gestione, finito tutto. Ora c’è un grande capannone vuoto. Non è più un centro dove andare ad ascoltare buona musica. Sono finiti i soldi: la Provincia vuole affittarlo a prezzi di mercato. La strada è piena zeppa di prostitute. Chi lo gestiva, secondo le indiscrezioni che circolano, ha chiesto un risarcimento di 200 mila euro. L’ex direttore Cesare Dell’Anna, noto musicista, verga una lettera per fare molte domande alla politica, che ora sembra essersi dimenticata di questo problema. «Campi Salentina, baluardo di trasparenza e legalità, si considera incompatibile con la eventuale permanenza dell’attuale gestione del Livello 11/8. Se quest’ultima continuerà ad esserci, all’interno dell’Unione dei Comuni del Nord Salento non ci sarà il Sindaco Zacheo. E se ci sarà il Sindaco Zacheo, non ci dovrà essere l’attuale gestione». 

Era il Novembre 2014 quando su tutti i tg e notiziari, quotidiani e riviste, webmagazine e siti di informazione, si riportavano queste parole. Un duro attacco all’operato di chi, insieme a Cesare Dell’Anna, aveva cercato con tutti i mezzi anche investendo con risorse proprie di realizzare una Casa della musica, un progetto che comprendeva tra gli altri più ludici e di intrattenimento, un Laboratorio di Ricerca dei Linguaggi della Musica e della Comunicazione Artistica. «Dell’Anna è uno smemorato: si è dimenticato di consegnarci il capannone costringendoci a una vertenza legale- spiega il sindaco di Campi, Egidio Zacheo – Se ce lo avesse consegnato, avremmo fatto subito il bando. Fino alla conclusione della vertenza legale non ci si può muovere. Stiamo discutendo e abbiamo avuto dei contatti con altre cooperative per capire a chi affidarlo. Poi, la Provincia ci ha avvertiti che non si può dare più il capannone gratis, ma per 30 mila euro l’anno. Dell’Anna lo ha avuto gratis. Ecco qual è la vera questione. Ci sarebbero, dunque, 50 mila euro di spese vive all’anno, se includiamo l’acqua. Ora lo stabile è stato restituito alla Provincia».  Quindi, non essendoci più soldi per in comodato gratuito un bene del genere e siccome i Comuni e la Provincia non hanno alcuna intenzione di caricarsi le spese, il bene non ha ancora un futuro certo. Se poi aggiungiamo che anche i magistrati devono ancora pronunciarsi, la questione si complica. 

«Un rappresentante delle istituzioni attaccava l’arte e l’artista, ma l’arte è libera e gli artisti non si piegano al volere della politica. Accadde quindi che la poca lungimiranza e la cieca ostinazione dell’uomo pubblico riuscì a far naufragare un progetto che aveva avuto fino ad allora apprezzabili risultati – spiega Cesare Dell’Anna – Sono passati più di 2 anni e le occasioni mancate sono sempre più numerose. Sono trascorsi più di 2 interminabili anni e la questione pare caduta nel dimenticatoio, non fa più notizia, nessuno più si meraviglia, quando invece sarebbe opportuno chiedersi perché una struttura di tali potenzialità sia rimasta abbandonata, perché quasi un milione di danaro pubblico sia stato letteralmente bruciato sull’altare della politica. “La Casa della Musica” è rimasta una cattedrale nel deserto, sempre più vuota e sempre più abbandonata. In compenso i politici che avrebbero dovuto agevolare ed aiutare la realizzazione di un progetto PUBBLICO conservano i loro posti di potere e la “SS. 7 ter”, già strada della morte per gli innumerevoli incidenti, ha aggiunto al suo abbandono un palcoscenico, non musicale, ma di vergognoso sfruttamento della prostituzione.

“La musica è lavoro”, ma il lavoro non può e non deve essere uno slogan. Se la politica vuole una cattedrale nel deserto, allora non merita la Casa della Musica. E nemmeno il Mercato dei Fiori. Ma il problema è se lo vogliano i cittadini e, ancor più, se abbiano diritto a godere della cosa pubblica. Trascorsi più di due anni dalle parole di Zacheo ci chiediamo: Cosa ne è stato del progetto di “nuova gestione”? Perché nessuno si assume responsabilità? Chi è responsabile dello stato di non cura della struttura e dei beni al suo interno? Chi paga i costi di manutenzione della struttura? Dove sono le sale di prova, gli spazi in cui giovani musicisti si riunivano, creavano, socializzavano, offrivano e acquisivano cultura?

Dove è la “La Casa della Musica – Livello 11/8”, nido primordiale di ideali , luogo di incontro e confronto per artisti, con voglia di fare, artisti di pregio e di esperienza che avevano trovato una “residenza artistica” in cui raccontarsi e dar voce al proprio pensiero?Dove sono i migliaia di avventori nelle serate che con tanto impegno e sudore sono state organizzate, le centinaia i musicisti che hanno calcato il palco diventato nel tempo sempre più ambito e prestigioso in tutto lo Stivale, le centinaia i ragazzi che hanno partecipato ai corsi, seminari e alle tante iniziative culturali che sono state organizzate? Dove sono oggi tutti quei ragazzi (fonici-baristi-cassieri-giardinieri-musicisti) a cui prima era stata data un’opportunità di lavoro che non c’è più? Dove sono finiti i big della politica, presenti all’inaugurazione davanti alle telecamere? Che fine hanno fatto i giornalisti, i presidenti di regione, provincia e comuni?»

 «“La Casa della Musica – Livello 11-8” è stata dal primo giorno orfana di chi scrisse di proprio pugno un bando pubblico per il suo affidamento, dal primo giorno abbandonata dalla politica e da chi aveva il preciso compito di accudirla e sanarla dei suoi difetti fisici, dal primo giorno derisa e isolata da chi invece ne avrebbe dovuto fare un fiore all’occhiello, è ancora oggi vittima illustre di una grottesca ingiustizia politica, burocratica e sociale- continua dell’Anna nella sua lettera ai giornali – In questi anni così travagliati, pieni di sogni infranti e occasioni di crescita culturale e territoriale mancate, richieste di permessi speciali, autorizzazioni negate e interruzioni dell’attività mai continua e costante, Cesare Del’Anna e la 11/8 Records si sono fatti carico di problematiche che non avrebbero dovuto riguardarli, sostituendosi di fatto alle istituzioni e provvedendo a risolvere questioni disattese dal contratto fatto con lo STATO. Viviamo in un territorio in cui è purtroppo ancora possibile che si partecipi ad un bando pubblico, si vinca, grazie ad un CV fatto di sudore, esperienze e meriti riconosciuti e documentati, un bando per l’affidamento di una struttura pubblica e ci si ritrovi dal giorno dopo ad operare in una struttura ritenuta inagibile dallo stesso pugno scrivente il bando. Una struttura ancora priva della definitiva agibilità, una struttura interclusa alla quale ancora oggi ANAS non ha rilasciato il permesso ad accedere, malgrado fosse stata assegnata in un bando pubblico, con la spesa di soldi pubblici.

 Con questa nostra, vogliamo ancora sollevare la questione relativa alla struttura “La Casa della Musica – ex Mercato dei Fiori”, perché non vogliamo cadere nella passività, e continuiamo a stupirci quando veniamo a conoscenza di questi “casi”. Non ci rassegniamo ad essere complici di cotanta dissolutezza culturale e sociale. E malgrado l’arte e la musica non dovrebbero trovare ingresso nelle aule dei tribunali, la cittadinanza impone di tutelare i diritti non solo nostri ma di tutti e con il nostro avvocato Antonio Lezzi abbiamo dovuto convenire in giudizio la “Unione dei Comuni del Nord Salento” affinché si assuma le responsabilità che non si è voluta assumere e risarcisca i danni procurati. Stabiliranno i Giudici anche se l’Arte e la Cultura possono esistere solo se alimentate e crescere se realmente desiderate.  La Cultura non è vanità, serve ma non è schiava di nessuno. L’Arte e la Creatività non hanno padroni! La 11-8 Records non produce versi d’amore ma mette tanto amore nei versi che produce, un Amore per l’Arte che niente ha a che vedere con il clientelismo politico che ammanetta la musica, la censura e rende i suoi protagonisti degli sterili “mercanti d’arte”.

 Abbiamo trasformato in energia positiva e creatività la nostra rabbia, invertendo il significato “perverso” che era stato attribuito alla parola “baluardo”. “Baluardo” è diventato per noi la fortezza in rovina da cui si innalza l’urlo di battaglia per affrontare le ingiustizie sociali e personali dei giorni nostri. Un lavoro artistico in cui è culminata tutta l’energia opposta alla distruzione dei sogni e alla mancanza di vergogna la quale fa sì che le poltrone dei piani alti siano occupate da governanti senza scrupoli, controllori che si muovono tra strumentalizzazioni e leggi interpretate per interesse personale. “Baluardo” è un acuto riflettere del suono sulla bellezza dell’arte nella sua massima espressione di libertà e creatività. “Baluardo” è un album figlio de “La Casa della Musica – Livello 11-8” e proprio nella sua casa avremmo voluto che suonasse. Ma non può suonare, nessuno può suonare. Una scatola vuota. Ormai si sente solo l’eco delle liti giudiziarie cui siamo stati costretti!!! Perché la politica è una cosa bellissima: prima disfa…e poi disfa!». Una lunga lettera che difficilmente potrà sbloccare le cose: quando i soldi mancano e non c’è accordo, le cose si mettono sempre male: il tempo passa e il bene rischia l’oblio. 

L.B.

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