TAURISANO (Lecce) – A processo anche i due tecnici dell’azienda tedesca produttrice dell’impastatrice in cui perse la vita l’operaio Mario Orlando all’interno del salumificio “Scarlino”. Il gup Alcide Maritati ha rinviato a giudizio Roberto Vocino, 46 anni, originario di Apricena (in provincia di Foggia) e Fred Sprenger, 52 anni, di Reutlingen (Germania). Le posizioni dei due imputati sono state riunite con il filone principale in cui sono finite alla sbarra sei persone tra cui i fratelli Scarlino. L’avvio dell’istruttoria è fissato per il 24 maggio davanti al giudice monocratico Sergio Tosi. Nei confronti dei due tecnici si sono costituiti parte civile la moglie e i figli dell’operaio di Taurisano con gli avvocati Vincenzo Venneri e Laura Parrotta.

La tragedia risale al 30 agosto del 2013. Le indagini sono state condotte dagli agenti del Commissariato di Taurisano. L’operaio di 53 anni era impegnato nelle operazioni di lavaggio dell’impastratrice. Improvvisamente, le pale si azionarono nonostante la mancata chiusura del coperchio a causa dell’assenza degli interruttori di blocco delle pale e “della manomissione del sistema di arresto di emergenza” così come contenuto nel capo d’imputazione. L’inchiesta è stata scandita da una serie di consulenze per accertare la dinamica dell’incidente e per appurare (stando all’accusa) che la macchina impastatrice sarebbe stata manomessa con la rimozione dei sistemi di sicurezza per abbassare i costi.

F.Oli.

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