LECCE – Rapinò la titolare del distributore di benzina Q8 all’altezza di Merine sulla statale Lecce-Maglie in compagnia di un complice di origini marocchine. Cosimo Palmieri, 43enne di Lecce, è stato condannato in abbreviato a tre anni di reclusione dal gup Antonia Martalò a fronte di una richiesta di 5 anni invocata dal pubblico ministero Massimiliano Carducci. Il giudice ha riconosciuto all’imputato (difeso dall’avvocato Simone Viva) le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva.

Il bandito venne incastrato dai filmati dell’area di servizio e dal gps installato sull’auto (un’Alfa Romeo 147) utilizzata per compiere la rapina. L’assalto risale al 9 agosto scorso.  Palmieri e il suo complice raggiunsero l’area di servizio e, dopo avere minacciato la vittima con un coltellino aggredendola fisicamente, si allontanarono con 400 euro. L’analisi dei filmati delle telecamere di sicurezza della Q8 consentì agli investigatori di raccogliere subito alcuni elementi utili alle indagini, tra i quali il modello dell’auto utilizzata su cui era stata montata un’altra targa, risultata poi rubata. Inoltre, consentì di verificare che l’uomo che si trovava al volante dell’Alfa, sebbene col volto parzialmente travisato, era proprio il Palmieri, marito dell’intestataria dell’auto.

Il giorno successivo, nel corso di alcuni controlli anti-rapina nelle zone di Villa Convento e Novoli, gli agenti della squadra mobile intercettarono proprio l’Alfa con a bordo il leccese ed il nordafricano. Insospettiti dall’abbigliamento del marocchino (in auto con un giubbotto invernale con una temperatura superiore ai 30 gradi) e che Palmieri avesse attorno al collo una maglietta verde per nascondere un vistoso tatuaggio tribale. L’ispezione nell’auto permise il rinvenimento di alcuni passamontagna, di una mannaia e di un coltellino: secondo gli investigatori, i due erano pronti a colpire nuovamente. E venne così spiccata mesi dopo una misura cautelare per Palmieri tuttora detenuto.

F.Oli.

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