VEGLIE (Lecce) – Striscioni offensivi e diffamatori esposti sul balcone di casa contro il comandante della polizia municipale. Molestie ripetute ai danni degli ospiti di un bed and breakfast attiguo alla propria abitazione e. anche in questo caso, offese ai titolari della struttura ricettiva in un crescendo di minacce e intimidazioni verbali. C.M., 76enne di Veglie, ha patteggiato 6 mesi di reclusione (pena sospesa) con l’accusa di stalking davanti al gup Michele Toriello. Una vicenda giudiziaria, per certi versi, surreale per fatti e circostanze sfociata anche in una perizia sull’imputata giudicata capace di intendere e di volere.

Una serie di denunce delle persone offese ha messo in moto le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Veglie all’epoca guidati dal maresciallo Matteo De Luca. La donna avrebbe esposto diversi striscioni sul balcone della propria abitazione contro il comandante della polizia municipale accusato di alcuni favoritismi e “di non essere persona seria e capace di ricoprire il suo ruolo”. E poi minacce di morte all’indirizzo del pubblico ufficiale nel suo ufficio.

Le molestie, sotto forma di stalking, sarebbero state riservate anche ai titolari e agli ospiti di un bed and breakfast confinante con la propria abitazione. La donna avrebbe disturbato il sonno degli ospiti posizionando le casse ad altissimo volume sul terrazzo adiacente. E anche in questo caso non sarebbero mancati striscioni offensivi contro il titolare rispolverando vecchi precedenti penali del padre. Una situazione di estremo disagio andata avanti fino a settembre in un clima di forti tensioni tra la donna e gli obiettivi delle sue molestie. L’imputata era difesa dall’avvocato Andrea Starace.

F.Oli.