La tabaccheria di viale Giovanni Paolo II

LECCE – L’intimidazione in attesa di avanzare la richiesta estorsiva. Come nelle più classiche delle logiche criminali. Un’intercettazione svela l’episodio. Una conversazione captata nell’ambito di un’indagine per droga e che, di fatto, ha disvelato scenari estorsivi nel capoluogo salentino ancora in pieno fermento nonostante arresti, blitz e sequestri. L’inchiesta condotta dagli agenti della Squadra mobile, guidati dal dirigente Alberto Somma e dal sostituto commissario Antonio Miglietta, dimostra ancora una volta come le denunce di imprenditori taglieggiati siano sempre fondamentali per arrestare presunte bande di estorsori libere di spadroneggiare a Lecce così come in provincia. La conversazione in questione risale al 22 dicembre scorso quando vennero ritrovate due bottiglie incendiarie lasciate nel cantiere per la realizzazione di un centro Polivalente in viale Giovanni Paolo II nei pressi dello stadio di Lecce.

La conversazione raccoglie i dialoghi tra Massimiliano Elia, 40enne di Lecce e un uomo non ancora identificato.

Massimiliano: Queste cose qua ci dobbiamo inventare…Io sto facendo mettere due bottiglie là…

Uomo: Ma senza che…

Massimiliano: Ah?

Uomo: Senza che…le accendono…

Massimiliano: “No…senza che la facciamo accendere…vediamo se ci cerca qualcuno…capito?

Uomo: Tanto là girano…eh!

Massimiliano: Tanto quello adesso che le vede…

Uomo: No…tanto se mi dici nome e cognome vediamo…se…poi ti dico io…

Massimiliano: Nome e cognome lo tengo…adesso poi…io intanto ho fatto mettere…le ho fatte mettere…

Uomo: Sono andati già?

Massimiliano: Le hanno messe già…

Uomo: A posto…

Massimiliano: …Adesso le stavano mettendo…ho detto di stare attenti caso mai ci sono le telecamere

Uomo: Eh!..là un macello è…

Massimiliano: Con lo scooter…penso che le hanno già messe…

Un’altra intercettazione svela i retroscena del raid incendiario ai danni della tabaccheria di viale Giovanni Paolo II l’1 gennaio scorso. La conversazione captata è tra Andrea Podo e Andrea Bisconti, quest’ultimo indicato come l’esecutore materiale del raid. Presunta mente, sempre Massimiliano Elia.

Andrea Bisconti: No…no…lui – Massimo – per Massimo – ho fatto già…a posto

Andrea Podo: Ah!…Ho capito!

Andrea Bisconti: Già fatto io…stai tranquillo

Andrea Podo: Ah! A me voleva?

Andrea Bisconti: Già fatto io…Stai tranquillo!

Andrea Podo: Ah!…a me voleva?

Andrea Bisconti: No…va beh!…a posto

Andrea Podo: Uhm!…uhm!

Andrea Bisconti: Va beh!…mi sto andando a lavare che sto puzzando manifestando così la necessità di dover eliminare dalla sua persona le tracce dell’incendio.

Andrea Podo: Va beh!…Poi mi dici, mandami un messaggio…fammi capire

Andrea Bisconti: Eee, la focara no?

Andrea Podo: I fuochi?

Andrea Bisconti: Eh, i fuochi…al tabacchino

Andrea Podo: Me?

Andrea Bisconti: Eh!…a posto…poi ti dico…dai…ciao

Andrea Podo: Ah…la stazione no?

Gli interrogatori di garanzia sono fissati per domani mattina. I tre sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe De Luca e Pantaleo Cannoletta.

F.Oli.



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