La battaglia per l’abolizione dei voucher è stata ed è tutt’ora uno degli argomenti più scottanti degli ultimi mesi, perché il lavoro accessorio e occasionale coinvolge sempre più lavoratori in vari settori produttivi. È di sicuro un tema controverso e che crea una spaccatura tra coloro che vedono in questi documenti una garanzia contro il lavoro nero e coloro che, come la Cgil, pretendono che ogni forma di impiego debba essere regolamentata legalmente da un contratto, pur semplicemente stagionale o a breve termine.

Di sicuro l’accordo tra sindacato e governo sembra essere lontano tant’è che gli esponenti della Cgil parlano di vero e proprio imbroglio politico, sostenendo che la ‘manovrina’ sia una strategia per reintegrare sotto false spoglie i coupon che tanto si è cercato di eliminare in questi mesi, a tutela dei lavoratori.

«Non è vero che il lavoro non è in grado di procedere se non c’è un’ennesima forma di precarietà e assenza di contratto di lavoro, come quella dei voucher», con queste parole la Camusso si dice decisa a contrastare le correzioni della ‘manovrina’, che riguardano nello specifico il problema di un lavoro precario e senza garanzie a breve e a lungo termine. Ogni tentativo di ripristinare tale sistema ha tutto il sapore di un oltraggio ad una decisione democratica. La tutela delle imprese è possibile, sostiene il segretario nazionale; si tratta di proteggere entrambe le parti, non più esclusivamente i datori di lavoro. La Camusso è molto chiara: non bisogna più di scegliere tra lavoro nero e lavoro regolare; questo problema deve essere superato a monte e quello che i lavoratori chiedono è che, all’interno di rapporto legalmente riconosciuto, ci sia un normale contratto che sancisca in modo chiaro l’assicurazione sul luogo di lavoro, il versamento dei contributi, e quegli istituti che all’interno mercato del lavoro regolano domanda e offerta.

Molto dure anche le parole del segretario generale della Cgil pugliese, Pino Gismundo il quale sostiene che «se dalla finestra qualcuno vuol provare a far rientrare quelle norme, troverà la Cgil pronta a mobilitarsi, anche coinvolgendo nuovamente la Corte Costituzionale. Siamo arrabbiati – continua- e con noi i lavoratori e i giovani, che erano i più colpiti dai voucher».

La Puglia, quindi, si unisce ad una protesta che vede coinvolta tutta la nazione e che promette agitazioni e mobilitazione qualora il paventato tentativo del governo dovesse attuarsi.

 

Lucrezia Rosano

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