Il gip Giovanni Gallo concede i domiciliari a Giuseppe Naccarelli, l’ex funzionario del Comune di Lecce finito in carcere insieme a Pasquale Gorgoni e a Maria Antonietta Gualtieri nell’inchiesta sull’Antiracket. L’attenuazione della misura cautelare è stata dettata da problemi di salute di un familiare del politico così come richiesto dall’avvocato difensore Stefano De Francesco.

Intanto è prevista per le prossime ore la decisione del gip Giovanni Gallo sulla revoca dell’interdizione dai pubblici uffici per un anno disposta dai sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Roberta Licci all’ex assessore al bilancio Attilio Monosi coinvolto nell’inchiesta sulle presunte truffe con i fondi dell’Antiracket. In ogni caso, il provvedimento non andrebbe ad incidere sulla funzione politica di Monosi. Non è l’unica mossa dell’avvocato Riccardo Giannuzzi. Sempre in queste ore la difesa ha avanzato istanza di revoca dei conti correnti e dei beni immobili pari a 131mila euro sequestrati a Monosi.

L’assessore dimissionario è accusato di peculato, falso ideologico e materiale e truffa aggravata, per il pagamento di alcuni lavori eseguiti dall’impresa Saracino negli uffici leccesi dello Sportello, liquidati prima dal Comune e poi dal Commissario nazionale antiracket. Per il politico leccese la Procura aveva anche chiesto l’arresto in carcere. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Monosi ha fornito le proprie spiegazioni riferendo di essersi adoperato tempestivamente non appena informato dei fondi erogati in favore di Giancarlo Saracino.

In un primo momento ha cercato di recuperare la somma in maniera bonaria. Dopo circa tre mesi, incassato il rifiuto dell’imprenditore, l’allora assessore ha avviato un’azione legale per rientrare delle somme stanziate. Ed è stata prodotta una delibera di giunta con cui Monosi avrebbe dato effettivamente incarico all’ufficio legale di recuperare le somme rientrate nelle casse del Comune nel luglio del 2016. Infine è fissato per il 26 maggio prossimo il Riesame per Serena Politi e Pasquale Gorgoni, difesi rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Milli e Amilcare Tana e Giancarlo Caiaffa.

F.Oli.

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