Il giudice Giovanni Gallo

LECCE – Il gip rigetta l’istanza di revoca della misura interdittiva di un anno per l’assessore dimissionario Attilio Monosi. Il giudice Giovanni Gallo non ha così concesso sconti al politico leccese coinvolto nell’inchiesta sulle presunte truffe con i fondi dell’Associazione Antiracket. Il gip ha così sposato in pieno la linea (comunque non vincolante) della procura. I sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Roberta Licci avevano espresso un parere negativo. per il giudice Monosi non poteva non sapere. La difesa, rappresentata dall’avvocato Riccardo Giannuzzi, non demorde. E ha già annunciato di voler presentare ricorso al Triunale del Riesame. La decisione del giudice, però, non preclude la possibilità per l’assessore dimissionario di proseguire la propria campagna elettorale in vista delle Comunali dell’11 giugno prossimo.

Monosi è accusato di peculato, falso ideologico e materiale e truffa aggravata, per il pagamento di alcuni lavori eseguiti dall’impresa Saracino negli uffici leccesi dello Sportello, liquidati prima dal Comune e poi dal Commissario nazionale antiracket. Per il politico leccese la Procura aveva anche chiesto l’arresto in carcere. Secondo l’accusa, l’ormai dimissionario assessore al Bilancio non avrebbe partecipato materialmente alla redazione della falsa documentazione ma così come scrive il gip Giovanni Gallo nell’ordinanza “provvedeva a concordare con Gorgoni e Saracino (definito da Monosi stesso “uno dei nostri”) le condotte da intraprendere; ad intervenire sul segretario generale per l’autenticazione della firma di Saracino sulla polizza fideiussoria nel gennaio del 2013; in ogni caso omettendo di impedire, pur avendo l’obbligo giuridico di farlo, la consumazione del reato ed anzi sollecitando in più occasioni il Gorgoni a “risolvere il problema” ed a fare pressioni sul Ministero per ottenere il pagamento.

L’intero castello accusatorio è stato contestato con forza sabato mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Monosi ha fornito le proprie spiegazioni riferendo di essersi adoperato tempestivamente non appena informato dei fondi erogati in favore di Giancarlo Saracino. In un primo momento ha cercato di recuperare la somma in maniera bonaria. Dopo circa tre mesi, incassato il rifiuto dell’imprenditore, l’allora assessore ha avviato un’azione legale per rientrare delle somme stanziate. Ed è stata prodotta una delibera di giunta con cui Monosi avrebbe dato effettivamente incarico all’ufficio legale di recuperare le somme rientrate nelle casse del Comune nel luglio del 2016.

Una tesi, però, che al momento non ha convinto il giudice a revocare la misura interdittiva. Nel frattempo nella giornata di ieri sempre lo stesso gip (su istanza dell’avvocato Stefano De Francesco) ha mitigato la custodia in carcere con quella meno afflittiva dei domiciliari per Giuseppe Naccarelli, l’ex dirigente presso l’ufficio ragioneria di Palazzo Carafa. Per il dirigente dell’ufficio patrimoni Pasquale Gorgoni, (ancora in carcere assistito dagli avvocati Amilcare Tana e Giancarlo Caiaffa)  è stata fissata per il 26 maggio l’udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame.

F.Oli.