TREPUZZI (Lecce) – Nuovi guai per il finto prete Valentino Pantaleo Castriota. Il 44enne di Trepuzzi è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Bergamo con l’accusa di circonvenzione d’incapace e millantato credito. Il sedicente sacerdote avrebbe vantato false conoscenze nelle alte sfere religiose facendosi chiamare “Don Leo Scanderberg” raggirando così diverse vittime. Tra queste: anche un anziano che nel 2013 aveva perso la figlia e la nipotina in un drammatico omicidio-suicidio. Il finto prete, già condannato per altre simili truffe consumate nel Salento e in altre parti d’Italia, avrebbe avvicinato l’anziano per estorcergli somme di denaro.

Dietro la tragedia, a dire di Castriota, ci sarebbe stato un complotto di matrice politica ordito dai servizi segreti preordinato a insabbiare il caso giudiziario”. In tal modo, il sedicente prete avrebbe convinto la vittima a versare somme di denaro per fronteggiare alle spese per indagini di fantomatici magistrati e ufficiali di polizia. In realtà il denaro sarebbe stato intascato da Castriota. dopo l’omicidio-suicidio che aveva coinvolto la donna e sua figlia, l’anziano era finito in depressione.

Dopo l’archiviazione del fascicolo l’uomo aveva maturato la convinzione che la vicenda fosse stata compiuta da altre persone. E tramite una sensitiva aveva conosciuto Castriota. Quest’ultimo, secondo gli investigatori avrebbe approfittato della debolezza psicologica dell’uomo mettendo a punto un piano per estorcergli denaro. Gli avrebbe fatto credere che dietro la tragedia che lo aveva colpito nei suoi affetti famigliari ci sarebbe stato – scrive la Finanza – “un complotto di matrice politica ordito dai servizi segreti preordinato a insabbiare il caso giudiziario”. Castriota avrebbe così indotto la sua vittima a versare soldi per far fronte a spese per indagini e trasferte di funzionari di polizia e magistrati inesistenti, denaro che in realtà sarebbe stato intascato dal finto prete.

L’arresto è stato chiesto dal pubblico ministero della Procura di Bergamo Gianluigi Vettori e licenziato dal gip Federica Gaudino. Nell’inchiesta è finito anche un finanziere accusato di accesso abusivo alle banche dati. Secondo l’Accusa, avrebbe agevolato l’attività del falso sacerdote fornendogli informazioni riservate. Castriota era salito alla ribalta delle cronache nazionali negli anni scorsi quando rivestì l’incarico di portavoce della famiglia Scazzi. Il finto prete è difeso dall’avvocato Giovanni Battista Cervo.

 

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