LECCE – Paride Mazzotta, giovane imprenditore prestato alla politica, si mette alle spalle il suo primo mandato da consigliere, continua la sua ascesa in un partito in cui ha dovuto domare una squadra fatta da gente che vuole primeggiare e in cui è riuscito a diventare uno dei protagonisti dell’unità del centrodestra.  Non è facile (visto che lei è così giovane) tenere testa a politici così navigati, come ha fatto da segretario provinciale di Forza Italia. Qual è il suo bilancio?

«Certamente il mio non può che essere un bilancio positivo. Forza Italia mantiene la sua base di democrazia. Nonostante i momenti di confronto, anche acceso, non siano mancati nel corso di questi anni ad oggi siamo ormai ad un passo dalle elezioni amministrative a Lecce città. Un appuntamento a cui tutti abbiamo lavorato con impegno sin da quando questo gruppo si è formato ed ha mantenuto la sua compattezza. E’ chiaro, però, che le amministrative rappresenteranno un banco di prova significativo soprattutto in relazione al mantenimento dei futuri equilibri all’interno del partito».

Forza Italia sta crescendo a Lecce come comunità o è ancora popolata da anime e sensibilità politiche troppo distanti tra loro?

«Dati alla mano, che spero siano confermati dalle amministrative di giugno, non ho timore di essere smentito quando affermo che Forza Italia è un partito in costante crescita sul territorio salentino che ci vede impegnati alacremente e quotidianamente. È vero che nel nostro partito permangono ancora visioni poco omogenee ma è altrettanto vero che questa diversità rappresenta proprio il valore aggiunto di Forza Italia.

Lei ha scelto di sostenere Paolo Perrone, entrando nella sua giunta con una consigliera del suo gruppo, ha dovuto affrontare molte resistenze interne: ora corre con il centrodestra. Il tempo le ha dato ragione. È totalmente positivo il bilancio dell’amministrazione Perrone, secondo lei o bisogna fare autocritica su alcuni punti?

«Il tempo mi ha dato ragione e sono soddisfatto. Ho sempre creduto e continuo a ritenere che il centrodestra unito possa dire la sua e fare la differenza a Lecce così come in altre comunità. In relazione al quinquennio appena trascorso, ritengo che l’amministrazione di Palazzo Carafa abbia dovuto fronteggiare numerose difficoltà e fare i conti con quelle criticità che ormai purtroppo sono comuni alla maggior parte degli enti locali. Gli stessi enti locali che sono soggetti a continui e ingenti tagli da parte dello Stato centrale che li considera bancomat dai quali attingere costantemente. In questo contesto desolante ritengo che l’amministrazione Perrone sia riuscita comunque a rispondere alle esigenze dei leccesi e a tenere dritta la barra di un governo cittadino oculato».

Cosa bisogna cambiare a Lecce. Quali sarebbero i suoi primi interventi?

«Ritengo che al primo punto nell’agenda di governo della nuova amministrazione comunale ci debba essere certamente un piano strutturato di interventi volti a ridurre il disagio sociale in città. Un fenomeno che nel corso del tempo ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza alla quale occorre necessariamente rispondere con azioni mirate e incisive. E a tal proposito, nel programma di Forza Italia c’è proprio l’introduzione della Carta Famiglia, un sistema di sostegno al reddito che può fornire un aiuto concreto e immediato alle moltissime famiglie in difficoltà. All’elenco degli interventi che riteniamo irrimandabili c’è, poi, la necessità di un restyling più incisivo nelle marine leccese che oggettivamente hanno necessità di un nuovo slancio e potrebbero rappresentare un valore aggiunto determinante di sviluppo per la città. Stessa necessità di riqualificazione che si avverte anche nelle periferie della città.
5. Si parla di un patto per assegnare il vicesindaco a Forza Italia: i fittiani vi riconoscono un ruolo centrale dopo gli errori delle regionali?
«Giudico importante e fruttuoso il dialogo che in questi mesi si è instaurato tra Forza Italia e tutte le componenti del centrodestra. Un confronto orientato solo al bene della città e alla buona amministrazione che ha reso necessari in qualche occasione alcuni passi accanto, non indietro».

È andato via Ripa, due sono entrati, Battista e Borgia. Inoltre, è riuscito a tenere dentro l’assessore Nunzia Brandi. È contento della lista? È competitiva come l’aveva immaginata lei?

«Sono soddisfatto della lista che Forza Italia è riuscita a mettere in campo: una squadra che rappresenta il giusto mix tra amministratori uscenti, giovani professionisti ed esponenti della società civile che certamente saranno in grado di fare bene e offrire un contributo importante in questa campagna elettorale».

Lei lavora nel campo del turismo: cosa si può fare per essere più attrattivi?

«Alla base della crescita e dello sviluppo del comparto turistico in città, come ho già detto, ci sono sicuramente gli interventi di sviluppo e rilancio delle marine. Ma è necessario puntare anche su politiche di armonizzazione e fruibilità del centro cittadino. Obiettivo che si può centrare anche attraverso il potenziamento dei parcheggi di interscambio e di un sistema di trasporto pubblico più efficiente. E’ evidente, però, che qualsiasi sforzo un’amministrazione comunale possa promuovere in tal senso rischia di essere vanificato davanti all’inerzia della Regione che in materia di trasporti e collegamenti dagli aeroporti di Puglia al capoluogo e alla principali località balneari del Salento continua a dimostrarsi incapace e tutt’altro che in grado di rispondere all’esigenza di mobilità turistica che ormai è consolidata».

Cosa succederà dopo Berlusconi? Come farà Forza Italia a restare in piedi?
«Non lo posso sapere e ad oggi non riesco a immaginare Forza Italia senza Silvio Berlusconi».

Perché è stato così semplice per lei accettare la candidatura di Mauro Giliberti? Riuscirà a tenere insieme, in caso di vittoria, sensibilità politiche così diverse?

«Ho molta fiducia in Mauro Giliberti, professionista stimato che ho avuto modo di conoscere meglio negli ultimi mesi. Spero che la stessa fiducia Mauro riesca a trasmetterla anche ai leccesi e sono convinto che sarà un sindaco di in grado di amministrare la città adeguatamente ma anche a tenere unita la maggioranza di governo cittadino».

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