LECCE – Quattro medici del reparto di cardiologia del “Vito Fazzi” rischiano il processo per la morte di Pantaleo Candelieri, il maresciallo dell’esercito in congedo di 64 anni, deceduto a cause delle gravi ferite riportate dopo la caduta dal letto nel giugno del 2011. L’accusa è di omicidio colposo. In giornata era prevista l’udienza preliminare davanti al gup Simona Panzera. Per un difetto di notifica ad uno dei quattro imputati il processo è stato rinviato. La tragedia risale al 29 giugno del 2011. Candelieri si trovava ricoverato nel reparto di cardiologia per alcuni problemi di salute legati al diabete e ad un’insufficienza renale cronica.

La caduta si è verificata nel cambio di turno fra una figlia e l’altra, che si alternavano nell’assistenza del padre. Candelieri ha sbattuto pesantemente la testa. Subito dopo è stato sottoposto a una Tac che avrebbe escluso la presenza di lesioni interne. Nelle ore successive, però, il quadro clinico è velocemente precipitato, tanto che nel volgere di alcune ore il paziente è passato dal coma alla morte. La denuncia dei familiari, assistiti dall’avvocato Massimo Gabrieli Tommasi, ha messo in moto gli accertamenti. Il sostituto procuratore Francesca Miglietta ha disposto l’autopsia e l’iscrizione nel registro degli indagati di ventisei persone, fra medici e infermieri in servizio nei reparti di cardiologia e di medicina generale, con l’accusa di omicidio colposo.

Con il prosieguo delle indagini gli accertamenti si sono soffermati sui camici bianchi in servizio nel reparto di cardiologia. I quattro professionisti, “per imperizia, negligenza e imprudenza” avrebbero omesso di sottoporre Candelieri ad una Tac cranica di controllo per verificare l’eventuale presenza di lesioni cerebrali nonostante il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute del maresciallo in congedo. Così come accertato dalla consulenza del medico legale Roberto Vaglio, un monitoraggio tempestivo avrebbe consentito di accertare un’emorragia e di sottoporre Candelieri ad un intervento chirurgico di svuotamento dell’ematoma impedendo così la morte del 64enne. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Luigi Covella, Andrea Rollo e Stefania Melissano.

F.Oli.



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