di Gaetano Gorgoni

GALLIPOLI – Lele Mora è uno di quelli che custodiscono tutti i segreti dello show business italiano. Tutti lo cercavano, tutti lo volevano: era uno dei più potenti manager dello spettacolo. Ora si descrive come un pensionato che si gode la vita: ha lasciato stare le agenzie dei vip. “Vendola mi stava affidando un progetto di marketing e spettacolo per il rilancio della Puglia nel 2009 – ricorda con un sorriso un po’ amaro – Poi, sono finito nei guai per favoreggiamento della prostituzione. Sette anni in cui è cambiato tutto”. Sic transit gloria mundi, così passa la gloria del mondo. Tanti amici di un tempo andato non ci sono più: Berlusconi non lo frequenta più dal 2011, con Corona è finita malissimo e ci sono alcuni personaggi, come Giovanni Conversano, che oggi Lele Mora non vuol nemmeno sentire nominare (si sono visti solo in tribunale). Tutta gente che ha scoperto lui, come Belen, che ha cominciato con un contratto da domestica, e tanti volti noti, soprattutto del piccolo schermo. Però qualche vecchio amico gli è rimasto:  l’imprenditore Salvatore De Lorenzis, ad esempio, anche lui grande amante della bella vita, con il quale Lele si concede una cena a base di pesce al Pettolino, insieme a due attraenti amiche del re delle slot, prima di andare a chiudere la sua serata nel privée del Praya. Lele Mora ha qualche piccola passione che cura: gli piace la bella vita gallipolina e ci parla di un film che a breve sarà girato nel Salento da Massimo Boldi.

A Milano non c’è più la grande agenzia di un tempo, quella che imponeva ospiti e personaggi del momento, ma lui è sempre lì a curare i suoi affari privati. “Adoro Gallipoli, ma domani torno a Milano, città dove ultimamente mi piace stare molto di meno” – spiega ai ragazzi del Party zoo Salento, ai quali confessa tra le risate di aver conosciuto uomini molto dotati. Lele Mora ci parla con orgoglio dei suoi figli: uno ha fatto carriera a Mediaset. Il crepuscolo dopo una lunga ascesa, dalla direzione del salone di parrucchiere a un’agenzia che dominava la televisione nazionale, poi la caduta nei guai giudiziari. Ora c’è una seconda vita per il manager dello spettacolo più famoso d’Italia. Probabilmente si limiterà a seguire i suoi interessi imprenditoriali. Mora è un amico e socio di Briatore: è amareggiato per quello che è successo al Twiga. Il manager dello spettacolo, probabilmente, sarebbe stato più prudente nelle esternazioni sul turismo salentino per non attirarsi le ire di nessuno. Ecco il cambiamento: il Lele Mora di oggi è più prudente, non farebbe mai vedere sul suo cellulare gli inni fascisti, come fece in Videocracy, non è circondato da quello sciame di bellocci che affollano la televisione più leggera ed edonista di sempre, ma resta comunque il solito amante della bella vita. Ha solo sostituito i leggendari massaggi ai piedi dei tronisti dei reality con dei bei piatti a base di pesce in riva al mare di Gallipoli e qualche bicchiere di champagne in discoteca: non è male questa vita da pensionati, piena di sorrisi, veri o falsi che siano, dopo un cammino lungo sette anni.

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