Abbiamo appreso, dai media locali – dichiara l’Associazione “Italia 0832” – che il 19enne senegalese, fermato nella notte tra mercoledì e giovedì scorso dagli agenti della Questura di Lecce perché accusato di violenza sessuale, è stato rimesso in libertà.

Senza entrare in merito alle motivazioni per le quali il reo sia stato messo in libertà è bene evidenziare che lo stesso, nonostante avesse il permesso di soggiorno scaduto nel 2015, si trovava, e sicuramente lo è tutt’ora, ancora nel territorio italiano nonostante il teso unico sull’immigrazione prevede che tutti i soggetti che hanno già violato le norme vigenti in materia di soggiorno nel nostro Paese, sono destinatari di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale.

Profughi, migranti e richiedenti asilo, di questi solo il 10% hanno ottenuto permesso per asilo politico quindi ebbene non parlare di profughi ma di clandestini e quanto tali vanno espulsi immediatamente.

Noi rischiamo esplosioni di xenofobia. E su questo la sinistra ha grandi responsabilità. Lo stupro di Lecce inchioda i fautori dell’immigrazionismo alle loro responsabilità.

Le politiche di accoglienza senza se e senza ma da quali ambienti arrivano? Tra dieci anni, se non prima, quando le tensioni sociali scoppieranno, chi dovremo ringraziare?

Questo è il risultato una integrazione inottenibile e dell’ignorante buonismo di una sinistra, abituata al sistema di accoglienza ad ogni costo, anche quando il costo è rappresentato dalle vite dei nostri figli.

Chi contravviene alle leggi che regolano il funzionamento del nostro ordinamento deve essere istantaneamente allontanato senza attendere che il reato si ripeta. Preso il reo, identificato o no, va rispedito per sempre al suo paese.

In Italia invece, dopo massimo una notte, il carnefice può ripresentarsi davanti alla vittima e compiere anche lo stesso reato.

Questo clima non fa altro che aumentare l’insicurezza dei cittadini e nasce dal fatto che per anni hanno cercato di togliere le armi alle forze dell’ordine, schedare le forze dell’ordine con numeri identificativi sui caschi e fasce tricolori per i dirigenti impegnati in attività di ordine pubblico, hanno sostenuto l’intitolazione di una piazza a Carlo Giuliani sapendo bene chi ha difeso la legalità e chi è sceso in piazza provocando violenza e distruzione, hanno contestato i militari in città evocando Pinochet, hanno urlato contro l’efficacia dei blitz alla stazione centrale di Milano nel quale, dei 52 cittadini stranieri accompagnati in Questura, 26 sono stati trattenuti per i conseguenti provvedimenti ed altri arrestati per spaccio di droga a minorenni, ma anche quando si parla di legittima difesa, la sinistra denuncia il rischio di divenire un Far west. C’è una cultura profonda, radicata, di sinistra appunto, che guarda più alle ragioni (sono degli specialisti) di chi delinque più che alle offese di chi subisce.

In questo scenario, quale sarà l’atteggiamento della nuova giunta comunale di Lecce rispetto alla sicurezza urbana?