GALATINA (Lecce) – Si chiude una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa e non menzione) per la sola accusa di bancarotta documentale a carico di Pasquale Grato, 53enne di Galatina, accusato del fallimento della società “Jump Impersonale srl” in veste di amministratore della società. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Pasquale Sansonetti) che hanno assolto l’imputato da una seconda ipotesi d’accusa: quella di bancarotta fraudolenta per distrazione.

L’azienda, che si occupava di marketing, venne dichiarata fallita il 15 gennaio del 2007 dopo che l’imputato avrebbe distratto somme per un importo di 250 mila euro destinati a scopi diversi da quello sociale. L’amministratore, secondo le indagini, avrebbe poi tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti degli affari.

In sede di discussione, il pm Donatina Buffelli aveva chiesto l’assoluzione per tutte e due le accuse. Una tesi avvalorata dall’avvocato difensore Francesco Palmieri che ha evidenziato come Grato abbia pagato tutti i debiti con il proprio patrimonio di famiglia costituito da beni di valore del padre e della madre. Per la difesa, la sentenza lascia ampi margini per ottenere un verdetto di assoluzione anche per l’accusa di bancarotta documentale perché i due reati sarebbero strettamente correlati. Venendo meno il primo capo d’imputazione sarebbe dovuto cadere anche il secondo. Se ne riparlerà in appello non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza di primo grado.

F.Oli. 

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